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Perché ha vinto Bush

I suoi nemici ne sono sinceramente sbalorditi. Perché chi è abituato da 4 anni a considerare Bush come lo scemo del villaggio globale fa poi fatica a credere che la maggioranza del popolo statunitense sia stata più asina ancora di lui. Di opposizioni ad un presidente in carica, di ogni paese, ce n’è sempre, ma quasi mai come in questo caso un’opposizione ha puntato in modo così evidente sull’asininità del suo bersaglio piuttosto che su altri suoi possibili difetti. E se si punta sull’asininità però si perde, risulta difficile capire perché l’asino ha vinto.
Siamo quasi tutti d’accordo che questa, più che un’elezione presidenziale normale, è stato un vero e proprio referendum sulla guerra in Iraq. Ora, la mia analisi è questa.

Gli elettorati pongono al primo posto fra i loro bisogni la loro richiesta di eliminare il terrorismo. Bush e le destre di tutto il mondo una proposta per eliminarlo l’hanno fatta: praticamente, quella di uccidere e di arrestare i terroristi. Kerry e le sinistre di tutto il mondo non hanno proposto invece assolutamente nulla, anzi, peggio, hanno proposto sì ma che cosa? Di non fare nulla. Ecco perché secondo me Kerry ha perso. Personalmente non sono d’accordo che il terrorismo lo si vinca non facendo nulla. Sono d’accordo di eliminare i terroristi. Ma non sono tutto per Bush lo stesso. Ritengo infatti che eliminare i terroristi sia necessario ma non sufficiente.