Metrohate

Odio la gente che quando sale nel vagone non si mette prima a lato della porta per far scendere chi deve farlo.
Odio chi, stando in fondo alla fila di quelli che entrano, tenta di farlo anche se non c’è più spazio e spinge come un dannato invece di scegliersi un’altra porta.
Odio chi, avanzando, spinge in là quelli che ha davanti e non gira loro attorno.
Odio che la gente si piazzi tutta davanti alle porte invece di addentrarsi di un misero metro più in là, nel corridoio fra i sedili, lasciando così spazio per tutti.
Odio chi non si cura di quale sia il lato di apertura delle porte della propria fermata.
Odio chi non si preoccupa di avvicinarsi per tempo all’uscita all’approssimarsi della sua stazione.
Odio chi non capisce che per uscire ha tutto il tempo che vuole, dato che prima che le porte si richiudano devono poter uscire tutti coloro che devono farlo E  deve entrare chi sta aspettando sulla banchina.
Odio chi, per questo motivo, spinge e chiede agli altri di spostarsi.
Odio questa immonda fiumana di carne da macello sudaticcia, con un cervello da telequiz di Mike Buongiorno, che si comportano da idioti senza nemmeno rendersene conto e rendono complicata e difficoltosa la vita a quelli che studiano attentamente la disposizione migliore per non doversi spostare e nello stesso tempo lasciar scorrere le persone e permettere loro un deflusso agevole.

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