Gala dinner San Silvestro 2006 – versione riveduta e corretta

Astice imperiale e petali di pesce spada su emulsione di peperoni

E’ la carcassa di un’aragosta contenente il nulla più assoluto, se non due pezzettini di un qualcosa che assomiglia a una specie di pesce, gommoso, una brutta copia del sushi. Adagiata di fianco una strana fetta molto sottile di un qualcosa di un colore indefinito. Una via di mezzo tra il marroncino, il grigio e il nero. Attenzione, a prima vista è molto facile scambiarlo con del lardo o roba simile. Il tutto intinto in una strana salsa rossiccio-violacea.
Sconsigliato agli animalisti. Vedere quella carcassa e quelle chele potrebbe essere uno spettacolo straziante per una persona che ama gli animali. Così come potrebbe risultare loro fatale mangiare un pesce quasi crudo.

Risotto al timo fresco di montagna e lime.

Effettivamente questo è risotto. Lo si riconosce subito disposto nella parte centrale del piatto.
Effettivamente si riconosce il gusto del timo (non so confermare se fosse proprio timo fresco di montagna,a causa della mia scarsa conoscenza sul tema) e del lime. Strana accoppiata ma sapore molto buono.
Peccato per il riso, praticamente cotto in 2 secondi e quasi totalmente crudo. Sconsigliato ai   portatori di protesi dentali. Non so quanto sia possibile che una semplice pastiglia di Polident sia in grado di togliere tutto quell’amido.

Fagottini di mare con brunoise di verdure e salsa bisque di gamberi

A prima vista presenta fattezze simili a un involtino primavera (incredibili tutte queste somiglianze tra la nouvelle cuisine e la cucina cinese). E’ d’obbligo rimarcare il fatto che il plurale del menù è solo d’obbligo: in realtà vi ritrovate davanti a un unico fagottino, pieno di un qualcosa molto simile all’ insalata russa. Al palato, un sapore strano con una consistenza simile a quella del vomito. Un consiglio: se volete provare a intingere il fagottino nella salsa di gamberi sperando di dare un sapore decente al vostro prossimo boccone, non fatelo. Avete presente la salsa di gamberi? quella normale? Abbastanza dolciastra? Toglietevela dalla testa. Questa non è salsa di gamberi. E’ salsa bisque di gamberi. E questa piccola parola tra i due termini cambia tutto quanto. Trasformando il sapore dolce in sapore acidulo. Dite che sia possibile che anche il prodotto dei gamberi presenti un diverso sapore a seconda di ciò che mangiano?

Ma arriviamo alla brunoise di verdure. Sul fagottino sono adagiati due fili d’erba o qualcosa di molto simile, incrociati tra di loro. Non ho avuto il coraggio di mangiarli. Non posso darvi delucidazioni in merito questa volta. Sappiate solo che la brunoise di verdure non è altro che quella specie di insalata russa con la consistenza del vomito che si trova nel fagottino. Indicato per persone sprezzanti del pericolo.

Darna di salmone alla provenzale con giardinetto di verdure

Darna? E che cos’è la darna? Una parte della nave? Un tipo di pasta? Una parte del corpo del salmone conosciuta solo dai francesi? Non fatevi queste domande, non troverete risposta. Vi troverete davanti a un pezzo non identificato del salmone, nient’altro che questo.
Piuttosto interrogatevi sulla salsa alla provenzale. Ormai dopo tutte queste salsine dovreste aver capito il tipo di cibo che rischiate di trovarvi davanti. E il fatto che non solo sia francese, ma addirittura "alla provenzale" vi farà tremare non poco. Comunque niente paura. Sarà semplicemente del pane gratuggiato mischiato agli avanzi della cena del giorno prima.
Per consolarvi fatevi un giro nel giardinetto di verdure. Comprendente nell’ordine un pezzetto di zucchina lessa, un pezzo di patata lessa, un pezzetto di carota lessa e per finire un pezzetto di zucchina. Sempre lessa. Interessante notare che la verdura che, da lessa, ha il sapore più terribile è stata proposta per ben due volte. I francesi ci amano. Indicato per persone febbricitanti e/o con imbarazzo di stomaco. In questi casi stare leggeri aiuta.

Sorbetto alla mela verde

Come noto, in queso tipo di pranzi o cene, piuttosto lunghi, il sorbetto viene inserito a metà pranzo per riposare lo stomaco e facilitare la digestione.
Solitamente il sorbetto più comune e usato è il sorbetto al limone. Poveri stolti, come si può portare in tavola un sorbetto al limone quando si ha la possibilità di presentare un fantastico sorbetto alla mela verde con lo stesso odore del detersivo per stoviglie? Se vedete la gente intorno a voi gettarsi avida su quel bicchiere alzando gli occhi al soffitto e tenendo il bicchiere completamente capovolto come se si volesse scolare anche l’ultima goccia, non illudetevi. Non è la prima portata buona della serata. Semplicemente il sorbetto non è sorbetto. E’ ancora gelato..E si sa, è molto difficile bere un gelato. A meno che non si aspettino secoli per farlo sciogliere un minimo e farlo arrivare alla bocca aspettando. Come un uccellino aspetta la mamma che lo imbocchi.
Ma c’è un premio. Il primo che trova la fogliolina di menta nascosta nel sorbetto alla mela verde, vince una cena simile per il prossimo anno. Impresa difficile visto che il sorbetto alla mela verde non si mangia col cucchiaino o con la cannuccia. Dovrete affidarvi solo alla Fortuna, solo Lei deciderà quando far cadere la fogliolina nella vostra bocca. Spero per voi che per quella sera sia bendata con strati e strati di panno nero. Molto spesso.
Per amanti dei concorsi a premi.

Filetto di manzo in crosta di pane con salsa al barolo
Patate maquette e punta di asparagi

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Il filetto è buono e tenero. Se non fosse per quella crosta di pane con un filo di mollica imbevuto di nonsochecosa. Probabilmente di salsa al Barolo. Che sa di tutto tranne che di Barolo.

Veniamo al contorno. Qui c’è un doppio inganno. Vi aspettate delle patate, magari al forno e già pregustate qualcosa che finalmente sia buono? Sbagliato. Le patate sono un’unica patata. Una polpetta di patate per la precisione. Stucchevole.
Vi aspettate una punta di un asparago? In fondo le porzioni nella nouvelle cuisine sono quel che sono. E dopo l’Unica Patata e l’Unico Fagottino sarebbe anche possibile. E invece no. Sbagliate anche qui. Qui c’è un’inversione di tendenza: gli asparagi sono  tutti interi, compresi di punta fusto e coda. Sono due. Tenuti insieme, meraviglia delle meraviglie, da un pezzo di prosciutto cotto, o di spalla, o di coppa. Sempre preso dagli avanzi del giorno prima.

Quenelles di mousse al cioccolato con salsa di lamponi.

L’unica quenelle (per rimanere in linea con la regola generale) non è altro che una cialda che anche il gelataio del negozio sotto casa vostra è in grado di fornirvi. La mousse al cioccolato è sparsa a volontà per tutto il piatto. Molliccia. Quasi liquefatta. Vi lascio immaginare l’associazione mentale spontanea che si creerà nel vostro cervello appena la vedrete. Malgrado la presentazione non proprio invitante il sapore è buono. Peccato per quell’accostamento assurdo con l’acidità del lampone.
Indicato per quelli che mangiano il formaggio con le pere e non vogliono far sapere al contadino come siano.

Spumante.

Sperateci ragazzi. Un Capodanno non è un Capodanno senza spumante. Quello deve essere buono per forza. Lo spumante è spumante. Cucina cinese, giapponese o somala che sia. Se in una cena di questo tipo avete lo spumante come ultima indicazione sul menù siete a posto. La speranza e la voglia di rimanere per gustare un ottimo spumante riuscirà a sostenervi durante le imprese eroiche e i sacrifici che dovrete fare per arrivare fino a lì. Riponete con fiducia la vostra speranza nello spumante. Non è possibile che pure quello non sia all’altezza delle vostre aspettative.
Come spesso accade però, le speranze vengono disilluse. E mentre vi apprestate a fare il countdown (5..) per dire addio al vecchio anno (4..) e dare il benvenuto a quello nuovo (3..) sperando che sia migliore. (2..) E augurandovi che la mezzanotte arrivi in fretta per uscire a comprare un paninazzo per compensare il vuoto nello stomaco che avete dopo questo cenone (1..) sentite tutti i tappi di sughero che volano per la stanza (BUON ANNO!!!..) e vi accingete a ristorarvi con un
buonissimo..
fantastico..
delizioso
spumante..

E’ consigliabile tenere vicino a sè un tovagliolo, un sacchettino, una borsa o un fazzoletto. Non è bello sputare dello spumante in faccia al vicino di tavolo proprio durante i primi minuti del nuovo anno.

Vi lascio al piatto finale. Lenticchie di Castelluccio con cotechino

Se qualcuno di voi l’ha mai assaggiato, se qualcuno di voi era lì’ lo prego di scrivermi un messaggio privato per descrivermelo. Così potrò completare questa fantastica e minuziosa descrizione. Non ho avuto il coraggio di constatare di persona come fosse, nè di vederlo.
Mi immaginavo un’unica lenticchia blu, grossa come una mela in mezzo al piatto e un cotechino rettangolare dal sapore singolare. Con magari qualche strana verdura a simboleggiare i bastioni del Castelluccio.
O forse mi sono semplicemente persa la parte migliore della serata.
Non lo saprò mai.

  Mi spiace, perdonate questa mia debolezza ma, davvero, non ce l’ho proprio fatta.

6 pensieri su “Gala dinner San Silvestro 2006 – versione riveduta e corretta

  1. EHEHEH..LA MIA PALLA COSI’ IRONICA POCHE VOLTE L’HO POTUTA GUSTARE… COMPLIMENTI!!! E CMQ, TI SERVA DA LEZIONE…LA PROSSIMA VOLTA IL CAPODANNO LO PASSI CON ME E BRINDIAMO A GAZZOSA…=p
    P.S. CIAOOO PHIL!!!

  2. ciao pallaaaaaaaaaaaaaaa!

    no, la prossima volta lo passi tu con me e passi la sera a prendere per il sedere quello che stai mangiando e la gente che sta intorno..

    senza contare che c’era pure la candela sul tavolo..
    sai che bello noi due sole in intimità? ehehe 😉

  3. Non ti preoccupare tessora…sabato recuperiamo…super schifezze e gossiPP a volontà….quattro giorni senza te sono trooooppiiiii!!!! Così scatta anche la scena lesbo per Phil!!! =))) Però pensandoci…noi con le candele sul tavolo siamo pericolose…ti ricordi i precedenti? =P Baciotto…

    Ehi papo…non lo so se t fanno collegare in wireless..mi sa che sarai costretto alla clausura…=*

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