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Quanto mi fa schifo l’Italia.

È stata vittima di un tentativo di rapina e di un’aggressione in metropolitana nella più totale indifferenza degli altri passeggeri che, al contrario, si sono allontanati dalla scena cambiando posto a sedere per non essere infastiditi o coinvolti.
L’episodio è accaduto l’altro giorno in pieno pomeriggio, intorno alle 16, e gli uomini delle volanti, grazie anche al sistema di telecamere a circuito chiuso attivo nelle stazioni della metropolitana torinese, e gestito dalla Questura e dal Gruppo Torinese Trasporti, hanno individuato e arrestato la rapinatrice, una collaboratrice domestica di nazionalità russa di 40 anni.
La donna ha cercato di mettere a segno il colpo in maniera fulminea: era seduta in un convoglio della metro e, giunta ad una fermata, ha afferrato improvvisamente il cellulare di una giovane che le era seduta di fronte sperando di poter approfittare della porta aperta del mezzo per fuggire.
Il tentativo è però andato a vuoto perchè la vittima non ha mollato la presa e il telefonino si è rotto nel parapiglia. Nel frattempo la vettura è ripartita e la rapinatrice, furibonda, ha incominciato a malmenare, con colpi e spintoni, la giovane vittima che aveva tentato di reagire.
Una colluttazione avvenuta sotto gli occhi di tutti che è durata fino alla fermata successiva, dove la russa è fuggita, senza che nessuno intervenisse ad aiutare l’aggredita. I presenti, anzi, si sono girati dall’altra parte per non vedere quanto stava accadendo e chi era seduto vicino all’aggredita si è alzato solo per cambiare di posto. E nessuno, tantomeno, ha provato a bloccare la rapinatrice, che ha potuto scendere praticamente indisturbata dal mezzo.
A quel punto, però, è scattata la reazione d’orgoglio della vittima che non si è persa d’animo lanciandosi all’inseguimento della russa e chiedendo aiuto ai passanti. Anche in questo caso nessuno tra quanti assistevano alla scena ha mosso un dito per placcare la fuggitiva però c’è stato chi, tra i passeggeri che si trovavano nei corridoi della metropolitana, almeno si è scomodato ad estrarre di tasca un telefono portatile e ha chiamato il 113. I poliziotti sono così riusciti a rintracciare poco lontano la cittadina straniera e ad arrestarla per tentata rapina. Un episodio di indifferenza, l’ultimo di una lunga serie, analogo a quanto accaduto lo scorso 6 gennaio a Roma dove un disabile è stato malmenato e insultato su un autobus dopo aver sventato un borseggio ai danni di un’anziana donna. Uno dei tre borseggiatori, dei nordafricani, colti sul fatto lo ha colpito con un pugno in volto apostrofandolo con "sporco down fatti gli affari tuoi" senza che nessuno degli altri passeggeri sul bus intervenisse a difenderlo. La vicenda è stata resa pubblica da un testimone oculare: un giovane giornalista che lavora nell’ufficio stampa del Ministero delle Politiche agricole. L’unico a bordo della linea 40 che, nel giorno dell’Epifania, abbia in qualche modo cercato di difendere l’handicappato. Secondo il racconto, il disabile, di circa 30 anni di età, con un evidente ritardo mentale ma lucido, ha cominciato a gridare indicando un borseggiatore straniero con le mani nella borsa di una passeggera. Il malvivente, con l’aiuto di due complici appena si è reso conto di essere stato scoperto, si è scagliato contro l’handicappato. «Lo ha colpito con forza al viso e lo ha insultato al grido di «sporco down, malato di mente». In quel momento il giornalista è intervenuto chiedendo all’autista di fermare la vettura e chiamare i Carabinieri. Il conducente ha però rifiutato e appena è giunto alla fermata successiva ha aperto le porte anteriori. I tre delinquenti sono scesi dal mezzo e scappati via. «Nessun altro dei passeggeri presenti è intervenuto – ha precisato il giornalista – anzi, uno di questi mi ha apostrofato in malo modo consigliandomi di farmi gli affari miei».
L’episodio, accaduto a Torino, ricorda un fatto molto simile avvenuto il giorno dell’Epifania a bordo di un autobus romano: in quella circostanza solo un giovane handicappato trovò il coraggio di opporsi a tre borseggiatori nordafricani e venne ingiuriato e picchiato nella più vile indifferenza dei presenti.