cattiverie

Io ho paura

Un episodio che merita di essere narrato e tramandato alle generazioni future:

SonoUnaFica sta uscendo da casa mia… mentre parla di non so che accompagna il pesante portone di casa (aprendolo) fino a che non si chiude il dito fra lo stipite della porta e la serratura.
Il dito maltrattato si mette a sanguinare.
Segue scena biblica e tragedia: lo scenario prevede SonoUnaFica in piena regressione infantile tipo "che schifo che schifo toglimi quella pellicina che si sta staccando" e io tipo papà attempato: "sta ferma, vieni quà, non ti agitare che non ti sei fatta niente, sta ferma che ti disinfetto".
Lo scenario prevede anche frasi ad alto livello intellettivo tipo: "non vorrai mica portare qui l’alcool vero?" oppure "il cerotto fa passare l’aria e l’aria mi fa male!"
Ma la cosa più notevole è che IO cerco i cerotti, IO disinfetto, IO metto il cerotto che cede perchè è un pò troppo bagnato il dito, IO vado a cercarne un altro, IO torno… e tutto quello che LEI ha in progetto di fare per risolvere la situazione si vede nella scena seguente:
Arrivo col secondo cerotto da lei con la faccia tipo smile triste :(, che ci mancavano solo i lucciconi agli occhi, le trecce e qualche centimetro in meno e le avresti dato 10 anni, e cosa la trovo a fare?
AD ANNUSARSI IL DITO.
Si, avete letto bene.

Ora, fosse una bambina quale è, avrei anche capito succhiarsi il dito (pessima scelta comunque, dato che l’avevo disinfettato con un disinfettante non molto saporito circa 2 minuti prima)…
Ma qualcuno mi può spiegare a che cacchio serve annusarsi il dito?
A questo scopo di conoscenza e scoperta di usi e costumi dedicherò i commenti di questo post: esponete le vostre teorie, che verrannno seriamente considerate ed analizzate.

Ed oggi arriva mia madre..