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La mente umana – parte 1

Volevo scrivere e stavo scrivendo un post su un fenomeno psicologico non indifferente col quale ho a che fare ultimamente molto spesso in varie forme, ma ho voluto prima segnalare questa pagina che mi è capitata per caso addosso.
L’elaborazione del lutto e della perdita non è un meccanismo psicologico ignoto ma è stato studiato e strutturato approssimativamente in 3 fasi:
– il rifiuto (l’incapacità di interiorizzare la perdita irreversibile della persona amata)
– l’odio (tipo l’eliminazione di tutto ciò che ha a che fare o ricorda la persona persa dalla propria vista o dal proprio ambiente)
– l’accettazione (la presa finale di coscienza a cui seguirà la rielaborazione della visione della persona mancante e delle proprie capacità, possibilità e prospettive nella visione di una vita dove quella persona non c’è più)

Solo dopo queste 3 fasi una persona può avere di nuovo un equilibrio personale ed il senno delle proprie posizioni, nonchè il relativo controllo delle proprie emozioni. Una perdita viene perciò elaborata con tempi diversi e le fasi possono essere accorpate o meno (a volte anche invertite), ma il meccanismo, anzi direi quasi l’algoritmo mentale è sempre lo stesso.
Dopo queste 3 fasi, o meglio al loro termine, il soggetto ha finalmente una visione meno soggettiva dell’amato perduto e può quindi rielaborarne l’immagine.
Questa post-processazione non esclude nessuna ipotesi poichè anche posteriormente al superamento delle 3 fasi, la valutazione può essere modificata o influenzata da vari fattori emozionali che possono portare ad una chiusura con repulsione, alla totale indifferenza oppure ad altre soluzioni in un ampio spettro.
Tutte soluzioni egualmente valide ed accettabili, dato però il processo iniziale come premessa.

Perciò se avete un amico o un parente in questa situazione o lo siete voi stessi psicanalizzatelo/vi e cercate di individuare a che punto è/siete. Se non siete voi comportatevi attentamente in modo da aiutare il soggetto nella elaborazione del dolore.

Se scoprirà/ete di essere alla fine delle fasi complimenti, ne sia/siatene felici! Qualunque attitudine mentale decida/decidiate di avere nei confronti della figura in questione, anche inconsapevolmente, sarà quella giusta.

E potrà/ete nuovamente guardare al futuro e rapportarsi/vi normalmente col mondo.

Ricordate a loro ed a voi stessi che il vostro destino ve lo fate voi, da sempre. E che in fondo nella vita siete, siamo, sempre soli perchè solo voi capite pienamente il cosa, il come  ed il perchè di voi stessi, meglio di chiunque altro.
Nella nostra vita di solitudine con noi stessi, l’unica cosa di cui abbiamo bisogno non è necessariamente un’altra persona ma di piacerci e di amarci, perchè solo noi stessi non ci abbandoneremo mai.

God Bless.