cattiverie vita

Stava per morire..e non lo sapeva…

Sveglia alle 6.
Un’ora e mezzo di viaggio.
Esame di 3 ore.
Resto a Milano e decido di tornare con il treno delle 18. "E’ diretto – mi dico – così almeno, visto che sono stanca, me la cavo in  20 minuti".
Salgo sul treno delle 18 diretto a Mortara. Va stranamente lento. Arriva ala fermata di Abbiategasso e si ferma. Troppo a lungo.
"Va beh, dovà aspettare la solita coincidenza".
La coincidenza arriva "puntuale" dopo 20 minuti ma il treno non riparte.
Dopo altri 10 minuti di attesa arriva un’altro treno che va nella stessa direzione in cui sto andando io e vedo tutti i passeggeri che scendono dal mio treno per riversarsi sull’altro.
"Uh?! Vabbè..Facciamo i pecoroni.."
Mi alzo, scendo dal treno, attraverso i binari e salgo sul treno fermo al secondo binario,  pronto a ripartire. Ovviamente già carico di gente che, assommandosi a quella che sta salendo ora, forma un – così denominato da una simpatica signora – carro bestiame.
Gente che si lamenta coi controllori in preda ad attacchi isterici, gente stanca e con voglia di tornare a casa come me che insulta gli insultatori dei controllori perchè l’unica cosa che vuole è che le porte del treno si richiudano e che il treno riparta.
Alla fine ci ascoltano e ripartiamo.
Solo dopo veniamo a sapere che il treno sul quale eravamo aveva preso fuoco. E nessuno ci aveva detto nulla. Abbiamo rischiato di morire abbrustoliti tra le lamiere di ferro incandescenti in un torrido pomeriggio primaverile.