commenti opinioni riflessioni vita

Incontri ravvicinati del tipo critico

L’uomo propone e Dio dispone. Ero appunto in un periodo in cui nelle mie solite discussioni con me stesso mi accusavo di essere così pigro da non scrivere nemmeno sul blog. E, giustificandomi, mi rispondevo anche che non mi accadeva di pensare/vivere niente che valesse la pena riportare. Niente di seppur minimo.
La Provvidenza ha graziosamente risolto questo mio problema.
Ieri pomeriggio mi divertivo alquanto sollazzandomi attraverso 400 pagine di C e amenità simili quando un oscuro e casuale visitatore del mio blog mi ha rivolto la parola. Ebbene si cari lettori, perchè quella cosa a destra in alto non è un banner pubblicitario ma fa si che quando sono collegato ad un determinato sito possiate – non che vi interessi – parlare col sottoscritto scrivendo direttamente li.
Ebbene questo tizio è capitato sul blog ed evidentemente è riuscito a penetrare la spessa coltre di arguzie, trucchi mentali ed acutezze, insomma ha sconfitto tutti i marchingegni mentali che ho messo in opera con lo scopo di mascherare la verità fingendomi intelligente, scaltro e caustico, ed è infine giunto alla conclusione ovvia quanto ben nota a molti – ahimè troppi.
E cioè che scrivo stronzate.
Ora, vedendomi online perchè mentre studiavo ero appunto collegato a questo sito.. questo acuto osservatore ha voluto condividere la sua visione della massa e del peso specifico alloggiati nella mia scatola cranica.. con me medesimo, esprimendosi in cotanti termini:
"Con lo studio  (era il mio stato su msn e sul sito – N.d.JJ) non puoi diventare più intelligente ma soltanto più colto. Ed è un vero peccato.". Poi si è dileguato appena ho risposto qualcosa.
Avendo colto la sottile critica alla mia intelligenza rispondo così:
Per prima cosa ringrazio per
1) avermi dato la possibilità di scrivere qualcosa sul blog
2) aver assolto la funzione edificante e catartica del "Memento mori" in versione digitale.

Sono per la verità un pò spiaciuto perchè avendo avuto questo colpo di fortuna avrei voluto anche un nuovo
argomento di cui parlare, in quanto la mia intelligenza – o la sua mancanza – credo sia stata oggetto già di tanti, troppi post su questo blog e non penso interessi a nessuno.
Però la mia risposta non viene rifiutata a nessuno, perciò cercherò di essere conciso.
Per quanto riguarda la tua frase, caro Tizio, sono d’accordo su due cose e in disaccordo su una.
Sul fatto che studiare non aumenti l’intelligenza ma la cultura sono d’accordo, ma questo mi viene richiesto e questo faccio, inoltre chi non ha intelligenza dovrà pure cercare di valorizzare le altre risorse…
Come ho appena detto sono d’accordo anche sulla seconda asserzione (implicita nella frase) relativa alla mia intelligenza. Di certo ne ho poca e me ne rendo conto.
Ma qui inizia la parte in cui sono in disaccordo.
Perchè se è vero che mi sento triste e colpevole ad essere come sono ed a dover quindi sperare ed affidarmi al desiderio – forse chimera – che nel mondo ci sia chi sia COSI’ intelligente da compensare il mio deficit e quindi pensi anche per me… caricandolo quindi di un pesante fardello…
… è altrettanto vero che grave atto di sfrontatezza e vanità sarebbe quello di pretendere di poter aumentare il mio quoziente intellettivo, o di fare finta che sia più elevato di quanto è in realtà.
Sarebbe eticamente e moralmente disonesto per prima cosa nei miei stessi confronti, in quanto un buon rapporto con se stessi si basa fondamentalmente sulla conoscenza dei propri limiti.
Nella vita ho imparato poco e niente, ma di certo ho imparato che non sono speciale. La storia la fanno i gradi condottieri, i capi di stato, i geni. Quelli che vivono come le formichine come me, come voi, come probabilmente anche te, caro Tizio, sono quelli che non contano niente e non conteranno mai niente – e giustamente perchè non sono niente di che.
La gente che ti dice che sei speciale mente e generalmente è la stessa che aggiunge che un tipo così speciale come te si merita questo SPECIALE prodotto… e la massima per cui tutti siamo un pò speciali è una cazzata immane – perdonate il francesismo.
Siamo tutti un pò MATTI se mai ma non siamo speciali. Se io ho una antenna più lunga della tua non sono una formica speciale, sono una formica DIVERSA. Se fossimo tutti SPECIALI non lo sarebbe nessuno.
Ma sto divagando.
Dicevo che la coscienza di essere poco intellettualmente dotato, sebbene non compaia con grande evidenza all’esterno, è tuttavia un dolore relativo in quanto è filtrato e diluito da
1) la convinzione che bisogna accettarsi per come si  è – anche stupidi o deformi come sono io.
2) una componente del resto tipica degli stupidi ed associata in modo inestricabile ad essi – l’aprioristica felicità di essere come si è.
Ecco perchè non mi straccio le vesti e penso al suicidio – so che ho risorse limitate e non me ne compiaccio ma nemmeno me ne faccio un problema, conosco i miei limiti e mi piaccio per come sono.
A differenza delle grandi menti credo che anch’io come infima formichina abbia un ruolo, seppur basso e limitato. I grandi hanno quello di far del bene, aiutare gli altri, salvare vite, compiere grandi azioni.
Io ho quello di cercare di far di tutto per non fare disastri e stupidaggini a ripetizione come mi verrebbe naturale. Ad ognuno il suo.
Saluti, cari lettori.. ed alla prossima contestazione.