La vita (degli altri) nelle proprie mani

PREMESSA: so che potrete non essere d’accordo con me, ma non mi importa, è il mio blog e scirvo ciò che penso. Scusatemi.

I miei genitori mi hanno insegnato prima di tutto una cosa: che quello che si fa si paga.
Oggi con la RU486 i giovani, che al giorno d’oggi sono sempre più tragicamente incapaci di intendere e volere, potranno fare tutto quello che vogliono senza preoccuparsi di nulla, tanto a rimetterci sarà quella vita che stroncheranno perchè a loro non frega niente, o perchè sono troppo giovani per capire.
Essere intelligenti, o fare le cose che si vogliono fare ma poi subirne le eventuali conseguenze, sono concetti ormai vecchi come me.
Consiglierei di abolire anche il cervello già che ci siamo, tanto troveremo una via tecnologica per rimediare alle stronzate che facciamo.
Voglio morire prima che il mondo in cui sono venga fatto esplodere dalla massa di ritardati che vedo ogni giorno quando giro per strada o vado in metropolitana. Vedere tutto andare a catafascio mi deprime e mi demoralizza.
Vedere i valori etici e morali, ed i principi cardine della mia esistenza, presi per i fondelli da una pillola o dall’ennesimo ritrovato della tecnica che permetterà alla gente di essere cogliona impunemente, è un’umiliazione.
Voglio altre 7 piaghe, ce n’è davvero bisogno.

4 pensieri su “La vita (degli altri) nelle proprie mani

  1. Capisco il tuo sdegno. Quello che ti hanno insegnato i tuoi genitori è sempre valido; quello che di sbagliato si fà si paga, credimi, un giorno dovremo rendere conto di tutto, ne sono sicuro.

  2. Di per se stessi la pillola o il ritrovato della tecnica di turno sono solo degli oggetti che nelle mani di persone assennate possono anche svolgere una funzione utile. Quello che crea il problema imho è la mancanza di principi, di capacità di assumersi delle responsabilità, di ordine, di rispetto per gli altri, ecc… che diventano sempre più comuni e rendono le strade ed il mondo sempre più pieni di imbecilli e sempre più pieni di gente che abusa di quanto la società (nel bene e nel male) mette loro a disposizione.

  3. C’è un discreto pro comunque: il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero, quindi meno idioti figli di idioti in giro. Uno strumento può essere utile o dannoso in base alle mani di chi lo adopera. Se uno è idiota e vi deve ricorrere, allora è meglio che vi ricorra, piuttosto che mettere al mondo qualcosa di non voluto che con ogni buona probabilità verrà su male.

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