cattiverie

Aceto, aceto ed aceto

Mia madre a dieta ha deciso di applicare una visione artistica al cibo: in particolare ha inaugurato il minimalismo del condimento. Ed io, troppo avvezzo ad ingurgitare qualsiasi cosa perchè poco mi interessano il cibo e le necessità corporee, vili quanto inutili, subisco.

Non mi è mai piaciuto mangiare, lo vedo come una parentesi di perdita di tempo fra le altre fasi della giornata in cui mi posso dedicare a cose più importanti.

Perciò non chiedo cosa c’è nel piatto, mangio e basta.

Così come non mi chiedo se l’insalata sia o meno condita, lo do per scontato ed in fondo non mi interessa. Mi trovo perciò in bocca del vegetale con tripla copiosa dose di aceto e dose nulla di olio e sale.

Quando, mi chiedo, verrà riconosciuta la sevizia di mobbing casalingo?

Quando sarò elevato al rango di martire perchè sopporto donne (tante, troppe!) che mettono a  dura prova la mia pazienza?

Non consola la coscienza che spesso i geni ed i martiri sono riconosciuti postumi.