Su con il morale

"Su con il morale", così si conclude un’email inviatami da un’amica alcuni giorni fa. Anche altre persone recentemente hanno concluso una telefonata, un’email, una conversazione con questo commento e così mi sono sentito in dovere di chiedermi se il mio morale avesse qualcosa che non va. La risposta è stata negativa, il mio morale non è "a terra".

E così ho realizzato una semplice verità: se l’amica che mi ha scritto l’email mi conosce a sufficienza ed il suo "su con il morale" era una frase di chiusura equivalente ad uno "stammi bene" e simili, non posso dire lo stesso delle altre persone. È la solita vecchia storia: se racconti qualcosa di te molte persone andranno ad interpretare il significato di quanto detto secondo la loro visione e non con la tua. Non c’è niente di male fin qui, la mancanza di empatia è quanto meno comune al giorno d’oggi. È il sentirsi in dovere di queste persone a commentare che mi infastidisce, soprattutto quando il commento sfocia in un noioso ed inutile falso compatimento…

Immaginate di dire a qualcuno che avete ricevuto in regalo 10 kg di caramelle alla menta ed immaginate che questa persona abbia in odio l’aroma della menta. Beh, succede… È il solito "de gustibus ecc…". Immaginate però che questa persona vi risponda con un: "Poverino, mi dispiace!" e che a voi invece le caramelle alla menta piacciano… Che cosa ve ne fate di quella falsa compassione?

Tornando alla questione del morale mi trovo di fronte alla stessa situazione. Il fatto di raccontare che la mia vita sembra instradata su un certo binario ed abbia una certa destinazione non significa che binario e destinazione non mi piacciano. Oddio, magari non sono perfetti, ma se non mi lamento ed il mio morale non ne soffre per quale inutile ragione devo essere compatito ed invitato a stare "su con il morale"?

4 pensieri su “Su con il morale

  1. Sei tornatoooo :love: pensavo ci avessi abbandonato sigh ehehe

    Scherzi a parte, capisco perfettamente quello che vuoi dire..e non sai quanto questa cosa mi faccia imbestalire quando la fanno a me..
    Ma purtroppo è così, viene naturale usare sempre il proprio metro di paragone personale per giudicare.
    Questo ti fa capire quanto poco siamo capaci di ascoltare. Se davvero ascoltassimo, saremmo perfettamente in grado di capire se il binario che il nostro interlocutore sta percorrendo lo soddisfi oppure no. Invece, presi dall’egoismo, si è in grado solo di pensare a "come mi sentirei io al posto suo?" dimenticando di avere di fronte un essere senziente, con una propria testa e delle proprie idee..
    E’ proprio vero che la gente non è più in grado di ascoltare..
    Per fortuna restano sempre le eccezioni alla regola…

  2. Nessun abbandono, non c’è di che temere (o sperare, a seconda dei casi! ;): sono ancora in circolazione!

    Come dicevo, l’assenza di empatia non mi infastidisce visto come gira il mondo. Noto solo che un sacco di gente anziché stare zitta e risparmiarsi una misera figura preferisce non perdere occasione di parlare dimostrando di far parte del club dei falsi pietosi. Meno male che ci sono delle eccezioni qua e là!

  3. Sarebbe meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi.. insomma lo sai. La nostra colpa è comunque essere così diversi da non voler le solite cose che vogliono tutti. Tipo diventare una rock star, andare sulla luna, partecipare al Grande Fratello edizione 1100 super deluxe, diventare i tipi palestrati delle riviste. Pentiti!

    Va be vado, su col morale eh.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *