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Gente che va, gente che viene

Cose che restano, cose che passano.
Persone che (se ne) vanno,
persone che vengono.
Cose che cambiano.
L'eterno, il temporaneo e l'attimo che ribalta la tua figura del reale nello scattare del secondo successivo.
Io resto.
La vita mi sdrucciola attorno, i capelli sono sempre più grigi (il 75% delle donne italiane li considera sexy, per me sono la testimonianza di un cervello maturo a partire dall'infanzia. Il mio intelletto è sempre stato molto avanti rispetto ai freddi numeri dell'anagrafe), gli occhi sempre più del verde di mio nonno. Spero di diventare un vecchio come lui.
Il ciottolo del torrente di montagna dove arrivavo dopo ore di cammino nei miei luoghi natali, quello sono io, nato da quelle montagne. Nero sul nero del letto del torrente, invisibile. Piccolo ed insignificante. Duro, ma levigato. La corrente scorre attorno ma non trascina via. Non glie lo permetto, mi pianto nel letto di quelle acqua gelide.
Io sto. Che cosa sono io? Cosa rappresento io? Che significato ho io? Sono rilevante per qualsiasi cosa io? Non lo so, non credo. In guerra si sta come d'autunno sugli alberi le foglie. In pace? Non saprei rispondere, ma è strano (?) come non mi senta per niente in pace.
Ultimamente è stato tutto turbolento, per un bel pò di gente e per me. Destabilizzante, travolgente, sconquassante.
Il blues è il massimo, niente da dire. Ciclico ritorno, sempreverde risposta per chi come me si chiede ossessivamente ad intervalli supernamente stabiliti: "chi sono? che senso ha tutto questo? come sono capitato qui e dove andrò?"
Ho ripreso l'armonica, ho risentito il blues ed ho pensato che l'armonica si merita di essere usata DAVVERO bene, magari dopo la ormai prossima laurea mi metterò a studiarla seriamente andando a lezione. Si aggiunge a tante altre cose che vorrei fare ma so che i progetti che faccio durano poco, sono un gemelli ascendente gemelli e per fare qualcosa devo avere una maggioranza di 3. Quindi non ci posso giurare.
So solo che a breve ci saranno altri Crossroads. Ce ne sono di piccoli tutti i giorni. L'unico modo per non preoccuparsene è capire che comunque vada , qualunque direzione si prenda, è lo stesso. L'importante è stare, nonostante tutto. Stare, con pochi e contro tanti. Stare, e capire cosa è giusto e cosa è sbagliato con la propria testa. Stare, e fare ciò che si può e si crede meglio.
Le montagne insegnano ad ascoltare il silenzio e resistere al freddo della vita e della morte, le montagne formano le personalità rocciose, le montagne ti fanno le gambe robuste con cui piantarti saldamente a terra, in montagna sei solo solo se da solo non puoi stare. Ci riesci con le tue forze? Riesci a trovare solo in te la determinazione per arrivare in vetta? Capisci che sei il tuo vero amico? Capisci che sei TU la persona di cui ci si può fidare? Capisci che il bisogno spasmodico di qualcuno a cui affidare i tuoi problemi non è altro che ammettere che non puoi fare affidamento su te stesso?
Io ero, sono e sarò, senza sosta. Per sempre e sempre, fino a quando il grigio dei miei capelli diventerà quello di un mucchietto di cenere.
Ero, sono e sarò. Non so COSA, ma importa? Qualunque cosa sia stato, sia e sarò, ne vado egoisticamente, sfacciatamente, dannatamente fiero.

Buona vita.