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Hurt

"…If only I knew what I know today, ooh, ooh
I would hold you in my arms, I would take the pain away
Thank you for all you’ve done, forgive all your mistakes
There’s nothing I wouldn’t do to hear your voice again
Sometimes I wanna call you but I know you won’t be there…"

Se solo mi avessi avvisato che te ne stavi per andare ti avrei dato tutte le parole e gli sguardi che mi chiedevi e che io con la mia stupida voglia di sentirmi donna e staccarmi il prima possibile da voi, ti ho spesso negato.
Ti avrei dato tutti i gesti d’affetto e ti avrei detto almeno una volta in 26 anni di vita quanto ti volevo – e ti voglio – bene.
Non ti avrei mai permesso di dire "Ah perchè? Sei in casa? Non me n’ero nemmeno accorto…". Sempre con quel tuo sorriso così simile al mio.

Se solo quel giorno mi avessi detto che dopo pranzo ti saresti addormentato per non svegliarti più, avrei potuto guardarti con la consapevolezza di poterlo fare per l’ultima volta.
Sarei stata lì con te il più a lungo possibile.
Non ti avrei lasciato andare via da noi in un modo così assurdo.
Non ti avrei lasciato andare via nella più totale solitudine come invece hai fatto, senza nemmeno una mano nella tua che accompagnasse i tuoi ultimi respiri.

E invece hai deciso di fare di testa tua, e te ne sei andato così…come eri solito fare.
Indisturbato, riservato, in silenzio, senza dire niente a nessuno di noi per non farci preoccupare…

E io mi odio.
Odio me stessa per non esserti stata vicina nei tuoi ultimi anni come avresti meritato.
Mi odio per il mio carattere freddo e distaccato anche – e sopratutto –  con le persone che mi hanno dato la vita.
Mi odio perchè non ti ho guardato e non ti ho potuto dire addio, ciao, o arrivederci con la consapevolezza che sarebbe stata l’ultima volta che i nostri sguardi si sarebbero incrociati.

Ora so che tu stai bene e che sei lì dove desideravi essere.
So che te ne sei andato come hai sempre desiderato.
Ma non riesco a darmi pace perchè io sono qui, fra le tue cose ma senza di te.
Fra cose iniziate e mai portate a termine.
Fra rumori che erano anche i tuoi ma che ora sono di altre persone
Fra ricordi, immagini e sensazioni di te. Così vivide da farmi sembrare anche solo per un attimo che tu sia ancora qui con me.

E tutto questo mi fa sentire piccola, fragile e indifesa come quando piccola lo ero veramente e mi tenevi tra le tue braccia forti e niente e nessuno avrebbe potuto farmi del male.
Avrei voluto fare lo stesso con te.
Ripagarti di tutte le cure che mi hai dato. Proteggerti. Tenerti per mano.
Ma quasi non ho avuto il tempo di realizzare – o forse non volevo realizzare – che stavi invecchiando.

Dicono che il tempo guarisce le ferite e probabilmente le guarirà.
E quando le guarirà avrò forse il coraggio di dirti serenamente "Ciao papà" e di lasciarti andare tenendo con me tutto quello che di buono e di meno buono mi hai dato.
Ma per ora resto qui.
Vivo la mia vita, faccio le mie cose, ma il "Ciao papà" non  vuole uscire dalla mia bocca.
Al suo posto resta solo un malinconico "Dove sei?"

"…Would you tell me I was wrong? Would you help me understand?
Are you looking down upon me? Are you proud of who I am?
There’s nothing I wouldn’t do to have just one more chance
To look into your eyes and see you looking back…"