senza categoria

Tutto è relativo.

Anche i problemi lo sono.
Fino a sei mesi fa avevo una vita felice. Eppure la ritenevo piatta e monotona.
Fino a sei mesi fa non sapevo cosa fosse il dolore anche se pensavo di averlo provato già chissà quante volte.
Fino a sei mesi fa potevo permettermi di stare male per un esame andato male, per il lavoro, per un litigio, per le fisime più assurde che mi passavano un giorno dopo l'altro per la testa.
Fino a sei mesi fa mi riempivo la bocca di  "Che vita di merda", e di "Non ce la faccio più".
Povera stupida ingenua. Nemmeno lo sapevi sei mesi fa cosa fosse davvero la merda e cosa fosse davvero il "non farcela più."
Già. Fino a sei mesi fa.
Poi quel maledettissimo giorno tutto è cambiato e una forza arrivata non so nemmeno da dove mi ha spedita direttamente all'inferno.
All'inferno vissuto su questa terra giorno dopo giorno.
Ad un inferno di persone che non ci sono e che mancano terribilmente.
Ad un inferno di persone nei cui occhi leggi il dolore e la sofferenza più profondi.
Ad un inferno di speranze disilluse.
Ad un inferno vissuto da tre paia di occhi azzurri e limpidi che non si meritano tutto questo. Che non si meritano di andare via troppo presto e che non si meritano di veder andare via troppo presto.
Ad un inferno di incubi.
Ad un inferno di emozioni, parole, sensazioni, ansie, paure, dolori fisici ma sopratutto di dolori e nemici dentro la tua testa.
Fino a sei mesi fa.
Fino sei mesi fa avevo una vita mia. Ora vivo la vita degli altri. Una vita per sostenere una madre, una famiglia (o quello che ne rimane),dei nipotini…
E gli unici momenti in cui mi ricordo di occuparmi di me stessa è quando la mia testa non ce la fa più e dopo avermi chiesto numerose tregue senza che nessuno le prestasse ascolto mi fa ricordare che anch'io ho un corpo, che anch'io ho bisogno di essere curata, accudita da qualcuno e consolata. Che ho bisogno anch'io di sorrisi, di abbracci, di forza, di amore e di qualcuno che si prenda cura di me.
Io. Che mi metto in testa di essere forte per tutti, ma non per me stessa. Che metto da parte me stessa per vedere star bene gli altri.
Forse dovrei ringraziarla questa maledetta ansia che non passa. E' l'unica che si accorge di me e di tutto il male che mi sto facendo.
Perchè fino a sei mesi fa era tutto diverso, fino a sei mesi fa avevo un padre.
Fino a sei mesi fa avevo un fratello sano, bello e forte come una roccia.
Fino a sei mesi fa forse non conoscevo la vita.
Vorrei tanto poter tornare ad illudermi che il dolore sia stare male per un esame andato male, per il lavoro, per un litigio o per le fisime più assurde che passano per la testa.
E vorrei tanto dimenticare la sofferenza. Quella vera.
E riprendere in mano la mia vita che da sei mesi ho dimenticato su un tavolo della cucina del piano di sotto.