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Boy(s) of summer

Un ragazzo di 29 anni, un nuovo lavoro, l'estate che picchia. Una situazione precaria, un lavoro a stage, precario. Un futuro sconosciuto che si nasconde dietro all orizzonte, sotto la skyline della Milano calda ed afosa. Un altro anno che non torna, a metà fra giovinezza della testa che non vuole mai andare via e vecchiaia anagrafica che incalza. E' la brutta vita dei bambini vecchi o dei vecchi bambini quando le due componenti bisticciano su chi dovrebbe prevalere. E' un equilibrio precario. E tu fischiettando li ignori sperando la smettano da soli. Sono un vecchio del cazzo a cui piace fare cose da giovane, presto i giovani che trovo così vicini a me nella gioia di vivere mi guarderanno ridendo e chiedendosi  "ma cosa combina quel bacucco?". La mia credibilità è doventata precaria. L'estate picchia, io dietro ai miei Ray Ban New Wayfarers cammino dinoccolato, i play it cool. C'è una vita piena di svolte e decisioni davanti, ma se fischietto e passeggio come se non c'entrassi, forse riesco a passare inosservato. Forse riesco a svicolare. Forse la barca va comunque dove dovrebbe andare, e stare li a sbracciarsi e sfinirsi remando non cambia gran che. Forse sciogliersi al sole dietro ai miei Ray Ban o dietro al mio schermo è il meglio che un umano potrebbe mai fare in tale situazione. Forse è solo un'estate fra tante.

Buona estate.

Io.