commenti opinioni

I poveri del 2011

Un mese fa era stata la stessa storia. Il 25 è successo di nuovo in versione minore. Migliaia di persone disposte a fare tutto: menarsi, aspettare ore in coda, alzarsi presto la notte, occupare strade e piazze per un bene di consumo in saldo. La scusa è che con la crisi se si può comprare a meno bisogna approfittarne.

A me sorgono spontanee alcune domande:

  • Ma le ore lavorative perse per fare la fila non sono forse tranquillamente paragonabili ad una perdita finanziaria? Quindi i soldi risparmiati nell acquisto del bene non sono quindi parallelamente persi nell’assenza di guadagno prodotta per procacciarsi il bene summenzionato?
  • Ma che cultura è quella dell’equiparazione del risparmio all acquisto con riduzione di prezzo?

A me hanno insegnato sempre che “risparmiare” avesse un fondamentale significato: “non spendere”. Se la crisi fosse davvero gravissima e quelle persone davvero non arrivassero a  fine mese, non credo che comprerebbero il plasma nuovo solo perchè è superscontato. Si terrebbero la tv ed il cellulare che hanno.

Spero che la crisi continui, insegnandoci come non siamo stati capaci di auto-insegnarci che il lusso generalizzato non è la norma. E che si può persino essere capaci di rinunciare a qualcosa.