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L’orrore cartaceo quotidiano

Ogni giorno prendo qualche giornale gratuito mentre vado al lavoro in metropolitana. Ogni giorno lo apro per informarmi sull’attualità. Ogni giorno non posso fare a meno di notare come la sezione “Sport” (dove “Sport” è uno pseudonimo di “Calcio”) sia pari a circa il 50% del giornale. Il 15-20% tratta di tecnologia (orientata a consigli per gli acquisti, senza l’introduzione di alcuna nozione tecnica) e di gossip. L’esile 30% rimanente è infine destinato ad una compressa e sintetica trattazione di fatti locali ed internazionali, economia, cultura etc. Insomma tutti quegli argomenti secondari che non importano a nessuno. Notevole come ciò sia costante e nemmeno il periodo di crisi abbia condotto ad una coscienziosa considerazione della necessità di rivalutare e rivedere le priorità. Tutto invece procede spedito e stabile: andiamo nel burrone del suicidio culturale ed intellettuale, ma ci andiamo con una rassicurante andatura priva di scossoni.