La coerenza dell’albero finto

Nelle case italiane l’albero sintetico supera quello naturale. Singolare atto di inconsapevole coerenza. L’albero, primo e principale simbolo del Natale, è l’ultimo tassello.  L’ultimo atto di una tragica commedia. Per una festa svuotata di ogni significato religioso (che bacchettoni!), per una festa svuotata di ogni significato morale o comportamentale (che palle!), per una festa diventata occasione di sfoggio della ricchezza (palese contrasto col suo spirito originario), di formalità e regali obbligati dalla civiltà dei consumi, insomma per una festa finta mi pare che un albero finto, un simbolo finto sia più che appropriato e peculiarmente iconico.

3 pensieri su “La coerenza dell’albero finto

  1. :-)))))))))). Meglio lasciarli crescere e tagliarli, se proprio, quando necessario per sicurezza, ecosistema o necessita’ più’ o meno primarie (legna). Questo se non si puo’ ripiantare…da soli.

    • Si può farsi procurare un albero tagliato per ragioni di pulizia boschiva dalle guardie forestali per evitare un impatto ambientale imprevisto. Oppure si può semplicemente rendersi conto che i vegetali non dovrebbero influire sul significato di una festività e, con gli alberi di Natale, piantarla.

      • La pulizia boschiva riguarda i fusti maestosi o malati o…le taglie piccole molto raramente. Non conosco il processo di cura dell’albero prima che venga distribuito: per il dopo feste, ripeto, potrebbe essere ripiantato. Anche per dare continuita’ alla felicita’ di addobbarlo e tenerlo e curarlo per un po’ in casa propria. Personalmente non ho mai avuto un albero ‘ di natale’ ( gia’ la definizione e’ strana/surreale) vero o finto in casa 😉 altre piante, si.

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