pensieri sensazioni riflessioni

Isolazionismo permanente

Non prendiamoci in giro, non sono uno di quelli che in metropolitana leggono sempre.

Leggo spesso, ma non sempre.

Non prendiamoci in giro, non sono nemmeno uno che se non fa niente e si reca da un posto all’altro sta sempre zitto ed in perenne allerta.

Non lo faccio, e spesso ascolto musica mentre effettuo un veloce cambio di location in città.

Però, però. Le cuffie a padiglione, quelle che chiudono completamente al loro interno l’orecchio mi infastidiscono. E non per la loro natura, dato che le uso anch’io a casa, al PC. Ma per il messaggio.

Guardiamoci: siamo isolati. Isolati negli uffici quando fuori c’è una bella giornata, isolati in una vita sociale che limitiamo ai nostri amici stretti in poche ore del fine settimana, generlamente una sera sulle sette disponibili gentilmente fornite da Kronos.

Isolati da una società pericolosa che ci chiude in gabbie mentali e timorosi dell’altro da sé. Isolati da una ogica commerciale che vuole proibire la condivisione per venedere a ciascuno separatamente una copia del prodotto.

Gli unici sprazzi di una socialità connaturata nell’uomo e violentemente negata sono nei tempi morti o di contiguità spaziale forzata, proprio come la metropolitana o la strada. Tutto ciò, insomma, che non è luogo di aggregazione volontaria ma casuale come l’atrio di una stazione. Luoghi dove non ci sono prerequisiti, dove non ci sono restrizioni di accesso e partecipazione. Lì è ancora possibile avere qualcosa con cui relazionarsi, avere una migliore percezione di sé attraverso il confronto con l’altro da sé.

Ma l’individualità è ormai diventato individualismo, il grande passo è compiuto e noi abbiamo interiorizzato l’isolazionismo, progressivamente è sempre meno imposto ed emana dall’interno di ognuno di noi.

Non siamo più isolati, ci isoliamo. E mentre gli auricolari normali lasciano ancora entrare i suoni esterni, le cuffie a cupola sono la soluzione finale. E balza all’occhio della mente la monade della filosofia greca.

Benvenuti all’era della globalizzazione. Benvenuti al trionfo delle telecomunicazioni. Benvenuti all’abbattimento delle barriere.