Milano, I love you

Milano, metropolitana. Signore anziano e signora anziana entrano nel vagone pieno con aria stanca. Due soli posti liberi davanti a loro. Signora anziana si siede. Signore anziano sta per sedersi. Signore anziano guarda il sedile. Signora anziana sta già guardando anche lei il sedile, poi alza gli occhi ad incontrare quelli del marito. Sul sedile un adesivo “riservato disabili”. Nessun disabile in vista nel raggio di chilometri. Il signore anziano guarda la moglie. Poi si sposta un pò e si mette vicino a lei.

Ma in piedi.

I love Milano.

2 pensieri su “Milano, I love you

  1. Più che dire I love Milano mi sento di dire I love nonnini. Una generazione che ancora sa cosa sia l’educazione e il rispetto per il prossimo (anche se quel prossimo dovrà magari salirà solo tra qualche fermata).
    Trovami un ragazzino che lo faccia invece di fare la gara a chi si siede prima fregandosene di quelli attorno che avrebbero più bisogno di lui di stare seduti. Purtroppo non c’è. Nemmeno nei ragazzini (o nei più adulti) milanesi.
    Lo diceva sempre mia nonna “si stava meglio quando si stava peggio”. I nonnini ne sanno a palate.

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