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Il certo e l’incerto

Vicende riferite di conoscenti sfortunati, giornali che riportano ogni sorta di strane e tragiche notizie. E’ una fiera dell’orrore che non può non portare alla mente due grossi temi per la vita di qualunque essere senziente, pensante, raziocinante: malattia e morte.

Noto e non per questo necessariamente storicamente vero, ma egualmente indicativo, il “memento mori!” sussurrato agli imperatori in trionfo è una vivente metaforica rappresentazione di due eguali ed opposte pulsioni umane: l’introversione e la spinta verso l’ignoto. Primordiale predisposizione quella all’insoddisfazione, inconsapevole molla all’evoluzione. Scontentezza nei confronti delle proprie condizioni oggettive oppure anche solo di quelle relative agli altri individui, a volte addirittura di quelle meramente soggettive. Cause prime di questo istinto sono, agli estremi opposti, l’invidia e l’assuefazione. Ad intervenire generando un’inusuale determinazione non è solo la mera necessità, ma anche l’invidia nei confronti di chi è in condizioni migliori delle nostre, o almeno di chi pensiamo lo sia. A volte è addirittura possibile ritenere plausibile la tesi per cui la molla della vita sociale sia l’invidia o il senso di inferiorità nei confronti degli altri. Dare per scontato ciò che si possiede è un altro comune istinto, che non coinvolge solo gli oggetti o i possedimenti in forma più generale, ma anche il benessere fisico, la stabilità intellettuale. Questo fideistico porsi verso l’esistenza è spesso causa di molte umane disgrazie, a volte reversibili a volte no. L’ approccio corretto? Per me è sempre l’attesa, la veglia, il non aspettarsi troppo, l’accontentarsi ed il non fare troppo affidamento al futuro remoto, perchè tutto ciò che accade non sempre accade per un motivo, e non ci resta che accettarne il mistero. E non tutto quello che accade si preannuncia. “poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte.” (San Paolo, prima lettera ai Tessalonicesi, cap.5:2).

Sempre pronti al peggio, sempre pronti alla novità, fino all’ultimo secondo, per quanto possibile.

Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est” – Luca 12,40

Buona vita.

Joliet Jake