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Il Nobel a me

Il problema di molta gente è che si dimentica. Non che la massa, la folla sia nota per la sua prodigiosa memoria, ma sarebbe bello,ogni tanto, che sui temi che hanno infiammato ed infiammano le discussioni più rilevanti nel mondo, qualcuno avesse una vaga riminiscenza di ciò che è stato detto e cosa è successo. Per esempio, quando si scopre che due scienziati prendono il Nobel per aver elaborato la possibilità di ottenere cellule staminali pluripotenti “riprogrammando” quelle adulte, mi chiedo se qualcuno si ricorda la storia del referendum sulle cellule staminali di qualche tempo fa in Italia.

Permettetemi di ricordare per sommi capi il motivo del contendere: per le ricerche sulla possibilità di creare nuovi tessuti si è da pcoo tempo scoperta la potenzialità delle cellule staminali, cellule cioè non ancora “specializzate” per una determinata funzione e che possono perciò diventare di qualunque “tipo”. Il problema di questo tipo di cellule è che quelle più apparentemente “promettenti” dal punto di vista scientifico, cioè quelle più “primitive” e di conseguenza potenzialmente più adattabili a qualsiasi cosa, erano quelle embrionali. Cioè, prelevate da un embrione , ovvero un ovulo fecondato. Cioè un futuro essere umano. Da lì la discussione: cosa si può considerare come un essere umano? A che stadio l’ovulo fecondato può essere definito embrione? Come catalogare eticamente la “morte” di un embrione a fini scientifici? I sostenitori della pratica sostenevano che non si potesse tarpare le ali alla ricerca per delle discutibilissime opinioni personali (fortemente condizionate dal male di gni tempo, la religione) sulla definizione di essere umano. I sostenitori del salvataggio degli embrioni opponevano alla sperimentazioni sulle staminali embrionali quello sulle staminali adulte (con meno potenziale ma più risultati all attivo, e prelevabili direttamente dai tessuti), e introducevano un forte interrogativo sul senso di una medicina volta a salvare vite umane, ma che per farlo le distrugge. Aggiungevano, inoltre, che le potenzialità delle staminali adulte fossero solo ipoteticamente minori, in quanto le cellule staminali in generale erano (e tuttora sono) un campo scientifico “giovane”, in cui non ci sono certezze nè informazioni approfondite. E che anche se fosse davvero stato così, probabilmente col tempo la scienza avrebbe trovato una soluzione compatibile con l’etica.

Mi ricordo bene il clima del referendum. Sembrava fosse lo scontro del millennio fra “vecchi bacucchi moralisti religiosi” e “moderni dalla mente libera”. Sembrava che se non fosse passato il “si” alla ricerca tramite cellule staminali embrionali sarebbe stata la catastrofe per la ricerca scientifica. Che chi pensava a risparmiare qualche “ammasso di cellule” (tale era definito l’embrione) condannasse a morte centinaia e migliaia di persone con patologie deterioranti che avrebbero sicuramente ed in poco tempo avuto una soluzione a disposizione. Sarebbe bastato soltanto acconsentire all inevitabile e necessario progresso della scienza senza inteferire infrapponendo una desueta e logora moralità che non ha più spazio nè tempo nella società moderna.

Ebbene, il referendum ebbe luogo e la maggioranza degli italiani non andò a votare, rendendolo nullo e mantenendo quindi la legislazione in vigore. Subissati di improperi, i cattolici e non, ed in generale tutti quelli che si sono fatti una questione di coscienza sul senso e il fine della ricerca e della scienza, sono stati accusati di essere retrogradi colpevoli della mancata scoperta di milioni di potenziali miracolose cure.

Anni dopo, si scopre che le staminali adulte hanno continuato e continuano a dare migliori risultati delle embrionali. E non solo, ma proprio come era stato detto dai retrogradi che volevano mettere i bastoni fra le ruote al progresso, ora la scienza ha trovato una soluzione: un meccanismo per far “tornare indietro l’orologio” per le cellule staminali adulte, e restituire loro potenzialità equivalenti a quelle delle cellule embrionali, senza sollevare dubbi o questioni di natura etica.

Il Nobel ai ricercatori per la biologia e la ricerca, il Nobel a me ed a chi ha tenuto duro, per la coscienza e per l’intlligenza dimostrate.