pensieri sensazioni vita

L’appuntamento giornaliero

E’ strano, ma in una città come Milano strettamente legata al tempo, in cui la vita delle persone più che in altre città è scandita dall incessante moto di rotazione delle lancette, si creano piccoli miracoli di socialità sopita. Ogni mattina mi sveglio per andare al lavoro, ogni mattina esco e mi dirigo verso la metropolitana. Ogni mattina percorro sempre lo stesso tratto di strada alla stessa ora. Ingranaggio di un mastodontico meccanismo, mi sveglio all’ora corretta, mi attivo all’ora corretta, scatto all’ora corretta. E così fa il resto della città, in un enorme ed inconsapevole ballo sincronizzato.

Ultimamente mi è capitato di veder passare una persona e di stare per salutarla per poi rendermi conto che in realtà non la conoscevo. Stupito ed incredulo, ho cercato nella mia memoria chi fosse quella persona di cui il mio corpo ed il mio inconscio sembravano evidentemente ricordarsi. Figuratevi il mio stupore nel non trovare alcun riferimento, nemmeno una vaga somiglianza con un conoscente.

Dopo qualche altro istante di smarrimento, la rivelazione: questa, come le altre, è una persona che non conosco ma con la quale ho familiarizzato nel nostro incontro quotidiano. Un appuntamento giornaliero di due secondi, consumato mentre si transita, in direzioni opposte, sul marciapiede da casa al lavoro o dal lavoro a casa. Sempre le stesse persone, sempre le stesse facce. Sempre alla stessa ora, tutti i giorni, sullo stesso marciapiede. Non ci siamo mai presentati, eppure potrei dire di loro molte cose: quando non sono andati al lavoro, se sono ingrassati o dimagriti, se hanno fatto il cambio alla stagione invernale dei vestiti. Se hanno cambiato taglio di capelli, se la notte prima hanno dormito.

In una città chiusa e con molto poco tempo anche per scambiarsi due parole, mi sento un pò in compagnia ogni mattina. Conosco persone che non conosco.

Ed allora, a domani.