riflessioni

Darwin, everyday

Ogni giorno, volenti o nolenti, indipendentemente dalla nostra indole e naturale propensione alla socialità, ci ritroviamo circondati ed immersi nell’altra varia umanità che popola il globo. Il che in un certo senso è anche meglio, in quanto in teoria l’uomo, quale animale sociale, è più sano e riesce meglio a definire sè stesso attraverso le relazioni sociali. Proprio in quanto condizione irrinunciabile ed ineluttabile, non si afferra il motivo per cui non approfittare della “situazione” per condurre delle osservazioni sul panorama di esperienze, comportamenti, ragionamenti che ci circonda, condensato in decine di chili di carne.

Questo è quello che faccio ogni giorno evitando di isolarmi nel mio mondo mentale (che è si interessante e variegato, ma è limitato e basta a sè stesso) ed osservando attentamente, senza che nessuno riesca a percepirlo, scampoli di umanità da tutto ciò che mi avvolge.

Una delle più potenti osservazioni (anche se, forse, scontata) che è scaturita da questa silente attività è l’infinito potenziale della flessibilità. Non per niente Darwin aveva individuato in questa caratteristica la chiave della vittoria e del dominio della razza umana su tutte le altre specie che abitano il globo.

E la flessibilità è anche uno dei fattori fondamentali per valutare gli esseri umani: non per niente si può agevolmente notare come le persone anziane facciano sempre più fatica ad accettare le novità ed adattarsi ad una realtà sempre meno simile a quella a cui sono abituati. Da qui la pregiudiziale opposizione a qualsiasi elemento di novità o di mutamento.

Anche grazie a vicende personali che mi riguardano da vicino, ho potuto capire come inquadrare forzatamente ogni cosa in uno schema rigido, per quanta precisione sia stata utilizzata nel confezionarlo, sia un errore fatale. Porta irrimediabilmente alla tendenza di far rientrare tutto in quella attenta e amorevole schematizzazione a cui si è affezionati perchè ci si è lavorato sopra tutta una vita.

C’è differenza fra modificare il proprio comportamento in base alle condizioni (adattamento) ed essere senza spina dorsale, incoerenti. Sarebbe un errore confondere le due cose perchè si tratta di modellare la forma e non il contenuto. Ed in ogni caso anche cambiare idea non è un reato. Si tratta ancora una volta di essere in grado di ascoltare e valutare le opinioni altrui senza preconcetti.

La mente umana resiste naturalmente al cambiamento perchè esso significa variazione ed abbandono di sicurezze e usanze consolidate, per introdurre fattori forieri di incertezze e potenziale danno. E’ un fattore psicologico comprensibile. Ma niente può resistere allo scorrere del tempo. Tanto vale affrontare le novità ed i cambiamenti con un approccio positivo, volto anche alla considerazione dei possibili vantaggi che essi possono portare.

Tanto vale avere il coraggio di abbandonare il porto, anche se c’è nebbia e non si sa dove si va con precisione, confidando che sia un posto migliore. La vita non è soltanto quel che si ha accumulato grazie ai viaggi, ma anche (e soprattutto) il viaggio stesso.