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Games: Half-Life

Non perderò tempo dicendo che è una pietra miliare nella storia dei videogiochi, e nemmeno vi annoierò con le mie memorie di quando ero giovane e stupido (ora sono finalmente diventato più vecchio). Perchè sono parole che direbbero tutto e non direbbero niente. In ogni caso, vale secondo me la pena di ricordare che fino a quel momento mai gioco era stato più complesso, lungo, immersivo e guidato da una trama appassionante.

La storia è quella di Gordon Freeman, ricercatore presso il misterioso impianto di ricerca supersegreto di Black Mesa. Gli amministratori vogliono ottenere risultati a tutti i costi e stavolta vogliono spingere i test al massimo per un campione di sostanza anomala di una purezza mai vista. Ovviamente qualcosa va orribilmente storto, si apre un portale verso un altra dimensione ed inizia un’epopea che porterà il nostro amatissimo a difendersi da mostri alieni, militari mandati dal governo per tacitare il tutto, assassini mercenari ed altra bella gente mentre cerca risposte sull’origine di tutto questo e su un misterioso uomo con una valigetta. Non rischio di spoilerare nulla se dico che (alcune del)le risposte non verranno subito, ma solo nei giochi successivi.

La grafica è quella del 1998, quando è stato rilasciato il gioco. Tutti sappiamo quanto sono 14 anni in senso videoludico quindi se lo comprate o vi piace il retrogaming, o apprezzate di avere una pietra miliare del videogaming nella vostra libreria, e vi adattate alla grafica, alla fisica ed alle altre limitazioni imposte dalla tecnologia del tempo. Per chi ha l’estrema esigenza di grafica moderna c’è il remake fan-made di ottima qualità Black Mesa, che recensirò presto.

L’audio è ben studiato, l’atmosfera piena di tensione, la struttura claustrofobica. Ore dentro cunicoli dove tutto cade in rovina e vi verrà davvero voglia di vedere la superificie. Non che quando lo farete quello che vedrete vi farà stare molto meglio. Il mondo è cambiato e niente lo farà tornare come prima, bisogna capire come tamponare la falla salvando la pelle, e PERCHE’ è successo tutto questo.

Insomma il gioco è lungo, appassionante, intenso, difficile. Si muore molto e si rimane spesso con uno sputo di vita, come è giusto in un mondo dove i pericoli sono tanti e tutti per un motivo o per l’altro ti vogliono morto. Ed il finale fa parte della storia del videogioco come mezzo comunicativo.

Se volete sapere come sono iniziati il modello di videogame moderno ed una delle più grando saghe della storia videoludica, buona avventura!

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