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L’egoismo in carreggiata

Se siete di Milano e siete abbastanza sfortunati, mentre andate al lavoro la mattina presto vi capiterà di leggere il quotidiano gratuito Metro con il suo “angolo della posta” dedicato alle missive dei lettori. Per un discreto periodo l’argomento predominante è stato la viabilità e lo stato della circolazione cittadina. La cosa che ho trovato singolarmente al limite fra il disperante ed il divertente è che per giorni si è assistito ad uno spaccato dell’Italia e di ciò che non funziona in questo paese: la testa della gente che ci vive.

Tutti con la verità rivelata incontrovertibile in tasca e tutti, soprattutto, con in tasca un colpevole della disastrosa situazione attuale. I lettori intervenuti si potevano raggruppare nelle categorie: automobilisti, ciclisti, pedoni. Chiunque intervenisse diceva che il colpevole era solo uno (ovviamente non la categoria a cui appartenevano loro) e stabiliva che andasse data la priorità ad uno solo (ovviamente la categoria a cui appartenevano loro).

Gli interventi erano solo di due tenori:

  1. rivendicazione dei propri diritti inalienabili irrimediabilmente calpestati da tutti
  2. accusa verso una fazione avversa

L’unico fattore comune, ovviamente, era la lamentazione sull’inefficacia delle misure dell’ente locale. Vittimismo: pieno. Pressapochismo e grossolanità nell’analisi: 100%. Proposte costruttive: nessuna. Assunzione della propria parte di responsabilità per la situazione: nessuna.

Un paese con milioni di commissari tecnici della nazionale e dove i colpevoli sono tutti gli altri.

May God help us all.