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Ask me about: homo

Premessa: questo articolo è emerso “spontaneo” da una domanda fattami su Ask.fm alla quale volevo rispondere diffusamente ma lo stesso Ask.fm ha un limite di caratteri nella risposta.

La domanda era: “cosa ne pensi del matrimonio/unione civile/adozioni per le coppie omosessuali?

Qui di seguito la risposta completa.

Dipende , le tre cose elencate sono molto diverse. Ritengo che sia giusto riconoscere dei diritti alle coppie omosessuali perchè ci sono attualmente dei problemi di ordine giuridico. In questo modo si supererebbero degli inconvenienti come il non poter visitare il proprio o la propria compagna in ospedale, l’eredità etc. Quindi unioni civili e maggiori diritti assolutamente si. Il matrimonio invece no per più motivi: 1. esistono le unioni civili 2. non ha senso (mi si scusi la finezza, però…) in base alla parola in sè. Matri-monio è come Merci-monio o patri-monio. La prima parte della parola indica una madre a cui è stata data la possibilità di esserlo dall’altro membro della coppia. Una donna non può rendere madre una donna, un uomo non può essere madre. Quindi…  non vedo eprchè usare una parola scorretta. 3. Sinceramente mi pare una battaglia di bandiera più che dettata da una ragione pratica. Se all’unione civile viene affiancato un corpus legislativo simile a quello del matrimonio fra eterosessuali, non si capisce perchè pretendere altro se non per – appunto – bandiera di eguaglianza. Se fossi omosessuale vorrei i diritti, non poter sventolare una bandiera. Per quanto riguarda l’adozione anche qui sono contrario. Inutile fare esempi di coppie omosessuali virtuose e di famiglie eterosessuali allo sfascio, il punto è che anche nei testi di pediatria si sottolinea come la disparità e la differenza di posizioni e di ruoli giocate dai due membri della famiglia siano importanti per la crescita del bambino. Ed a questo contribuisce l’aspetto fisico! Nessuno dice che anche una coppia omosessuale non possa fare un egregio lavoro, ma è un dovere dello stato, per me, mettere nelle condizioni MIGLIORI per la crescita un bambino che non ha la possibilità di scegliere da chi farsi adottare o crescere. E poi è anche un modo per ribadire il concetto contenuto nella costituzione della repubblica italiana, che il nucleo fondamentale dello stato è la famiglia “come società naturale fondata sul matrimonio”. E quindi si dovrebbe agevolare quello che poi non è altro che l’ordine naturale delle cose, tale per cui i figli li possono avere solo un uomo ed una donna, e di solito si configurano in una famiglia dove ci sono i due coniugi uniti da matrimonio. Promuovere tale stato di cose non è un’azione lobbystica anti-gay o pro-famiglia, è semplicemente consentire che le cose vadano avanti come sono sempre andate nella storia dell’umanità. E questo non riguarda solo l’omosessualità o la sessualità in genere, ma è quello che penso in generale anche sulla scienza, di cui peraltro sono un accanito fan. Come un coltello, la scienza può fare del bene o del male in base a chi e come la utilizza. Ebbene io sono convinto che, senza dover tirare in ballo religioni o dei vari, ci voglia misura. Che quello che la scienza può fare non lo debba necessariamente fare sconvolgendo un ordine precostituito, e soprattutto che non lo debba fare in base all’esclusiva volontà del singolo, senza avere come motivazione la sopravvivenza o il benessere fisico della persona. Insomma, una cosa è fare un operazione per correggere una malformazione che renderebbe la vita difficile o dolorosa, un’altra è la chirurgia plastica. Inoltre sono anche un pò stufo, con tutto il rispetto, di tutte queste pretese che l’umanità ha verso sè stessa e la scienza. Quando l’inseminazione artificiale non esisteva, non c’era neanche il dibattito perchè , con UMILTA’, ci si doveva abituare all’idea che si era come si era, con vantaggi e limiti. La scienza e la tecnica sono progredite ed ora ci consentono di fare tante cose. Purtroppo però quell’ UMILTA’ prima forzataci dallo stato di cose, non l’abbiamo imparata. Ed ecco che dalla scienza pretendiamo tutto. Dovremmo riimparare il senso del limite. E concederci tutto non credo ci faccia bene, come del resto non ha mai fatto a nessuno, nella storia dell’umanità.