Games: Left 4 Dead

Lo scenario è quello di “28 giorni dopo”: l’apocalisse zombie. L’unica cosa che rimane da fare è sopravvivere. E ragazzi, è davvero dura farlo. Voglio premettere che dopo un lungo, lunghissimo periodo di nulla assoluto in cui di zombie non se ne vedeva l’ombra, questo fu il primo gioco moderno a riproporre il tema. Non che questo dia più qualità o valore al gioco stesso, ma vale la pena ricordare che la Valve ha innovato anche qui introducendo (o sarebbe meglio dire re-introducendo) una tematica classica con delle trovate che potessero rendere attuale, giocabile e (soprattutto) rigiocabile un mondo ben definito in altri media senza alterarne l’universo e le dinamiche preesistenti.

Ed i programmatori della famosa casa di videogames ci sono riusciti molto bene: questo è un gioco assolutamente e fortissimamente orientato ad essere vissuto in cooperativa. I protagonisti sono molto caratteristici: un ex-militare in pensione, un biker che odia molte cose, un negro impiegato di qualche ufficio ed una ragazza avventurosa con la coda. I nostri eroi sono sempre e solo loro, che dovranno farsi largo in mezzo a orde di zombie. Non solo, ma fra di essi ci sono degli infetti “speciali” con delle particolari abilità: lo smoker ha una lingua prensile che afferra e trascina i spravvissuti verso di sè per ucciderli; il boomer vomita addosso (o riversa addosso esplodendo) una bile che attira orde di zombie; lo hunter spicca salti prodigiosi e salta addosso ad un personaggio bloccandolo per terra ed uccidendolo; la witch piange in un angolo e non va disturbata con rumori o luci, altrimenti si sveglia e riduce a terra in pochi secondi il primo personaggio che si trova davanti; il tank infine è un bestione enorme che tira pugni che sbalzano e gettano a svariati metri di distanza, tira oggetti e pezzi di cemento, rovescia macchine. Attenzione però: la regia del gioco, cioè della singola partita, è affidata all’intelligenza artificiale. Questo significa due cose: per prima cosa gli oggetti (armi, medicinali, gruppi di zombie, infetti speciali etc.) sono ridisposti ad ogni inizio partita, perciò anche se la mappa rimane la stessa non troverete le stesse cose nello stesso posto della partita precedente; per seconda cosa il gioco viene gestito con una logica di roller coaster emozionale tale per cui si alternano momenti di calma a momenti di attacco dell’orda in modo che non sia mai monotono, cioè nè troppo scialbo nè così difficile da far sentire sopraffatto il giocatore.

La grafica è molto particolare ed affidata al solito motore Valve, il Source Engine. Veloce, affidabile e realistico, questo motore grafico pur nella sua vecchiaia ha servito e serve egregiamente al suo compito con realismo e veridicità. Tutte le mappe e gli oggetti sono realizzati e studiati nel minimo dettaglio e con un occhio attento alla strategia di gioco. Lo stile poi è particolare, soprattutto per l’abbinamento delle finestre di caricamento dei livelli (che mostrano i protagonisti all’interno di un cartellone da film con il titolo della campagna) con un effetto grafico che assomiglia alla sgranatura dei vecchi film, che pervade lo schermo per tutta la durata della partita.

L’audio è adatto all’ambiente e non stona mai. Alcune finezze, fondamentali però per il gameplay, sono la caratterizzazione sonora degli infetti speciali ed il tema musicale dell’orda. Infatti quando l’orda di infetti comuni sta per attaccare in massa c’è un definito tema musicale che inizia, e gli infetti speciali anche se non si vedono si possono spesso sentire permettendo così di prepararsi ad accoglierli nel modo più adatto al tipo di infetto.

Il gameplay sa essere insospettabilmente vario ed interessante: vari livelli di difficoltà che vanno dal semplice al semi-impossibile e 2 tipi di gioco: coop e versus. Il gioco cooperativo vede quattro giocatori aiutarsi per arrivare alla fine del livello. Questa è la versione multiplayer, che può essere giocata anche in singleplayer offline sostituendo ai giocatori mancanti l’intelligenza artificiale (che però non è tanto intelligente). Poi c’è la modalità versus che permette di interpretare a turno, per tutte le mappe di una campagna, sia i sopravvissuti che gli infetti (speciali). La cosa interessante è che la combinazione di disponibilità di munizioni, scarsità di cure, geometria delle mappe e particolarità degli infetti speciali fa si che sia assolutamente necessaria una vera collaborazione fra i 4 giocatori, enfatizzata peraltro dal fatto che l’attacco di alcuni infetti speciali, come quando si rischia di cadere da un cornicione o quando si è finiti a terra, sono momenti in cui per sopravvivere c’è bisogno dell’intervento fisico reale e tempestivo degli altri giocatori.

Complessivamente un buon titolo che, soprattutto per l’esiguità della somma richiesta, consiglio di comprare.

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