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Macelleria vezzosa

In una via di Milano che non voglio nominare (appellandomi al comune senso del pudore) un negozio vende ai passanti qualcosa di molto particolare: carne umana. C’è di tutto: anche, spalle, piedi, mani, gambe, braccia. Tutto lì, in vetrina, di fronte agli occhi di tutti.

E’ la vetrina di una palestra dal consumo veloce. Si entra, si corre, si esce. Si entra, si fa la cyclette, si esce. Si entra, si da spettacolo, si esce. Spazio ristretto, poche macchine, poco tempo. Ma la cosa più decisamente strabiliante è quanto questa iniziativa imprenditoriale sia perfettamente adatta alla società moderna: dove il culto del corpo e della bellezza fanno da padroni, cosa c’è di meglio che creare uno spazio che mostri il modello virtuoso da seguire? Dove l’esercizio serve, più che per il benessere, per avere una forma corporea da poter sfoggiare con gli amici e gli estranei, perchè non creare uno spazio espositivo apposito? Tutto ciò è così biecamente e malvagiamente coerente, che mi spaventa. Del resto cogliere l’idea originale che interpreti le necessità del mercato moderno… è il cuore del business. Tutto torna, sono io che non torno. Andrò a farmi un corso d’aggiornamento.