Prostitute minorenni, chat, il mezzo ed il capro espiatorio

Uno dei più pregevoli prodotti della società moderna è la deresponsabilizzazione. La sistematica repulsione del semplice principio della responsabilità personale alla spasmodica ricerca di una causa esterna, localizzata o generica che sia, dei propri errori. L’ovvietà che le conseguenze delle proprie azioni si debbano pagare di tasca propria non è più tale.

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Milano, I love you

Milano, metropolitana. Signore anziano e signora anziana entrano nel vagone pieno con aria stanca. Due soli posti liberi davanti a loro. Signora anziana si siede. Signore anziano sta per sedersi. Signore anziano guarda il sedile. Signora anziana sta già guardando anche lei il sedile, poi alza gli occhi ad incontrare quelli del marito. Sul sedile un adesivo “riservato disabili”. Nessun disabile in vista nel raggio di chilometri. Il signore anziano guarda la moglie. Poi si sposta un pò e si mette vicino a lei.

Ma in piedi.

I love Milano.

Il nostro futuro è nelle loro mani

Arrivo alla stazione di porta Genova, mentre sto salendo verso le piattaforme incontro una coppia. Lui è il capotreno o un funzionario delle ferrovie, lei è una bionda alta (con aiutini), tacco alto su stivale e gonna corta, pare una svampita ma ho imparato che nella vita le apparenze spesso ingannano e poi non voglio lordarmi col peccato di superbia pretendendo di aver inquadrato una persona in pochi secondi.

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I bravi ragazzi e la logica del dominio

Il mondo è crudele. Ma non perchè è crudele di per se. O meglio, anche. Ma lo è soprattutto perchè lo rendiamo crudele noi. Noi esseri umani, nella nostra nuda e cruda umanità. Lo si vede nelle piccole cose, la corruzione della carne che fiacca la superiorità dello spirito, origine di tutti i più grandi sensi di colpa e punto focale delle religioni, è intimo recesso e minimo comune denominatore di tutti noi. E’ l’animalità, l’istintività a tratti attraente proprio perchè naturale, a tratti disdicevole, che non possiamo del tutto escludere e che ha – in vario grado a seconda del singolo – un determinato controllo sulle nostre azioni. Ma non interviene soltanto nel merito delle decisioni conscie ma anche di quelle inconscie, creando quei clichè e quei comportamenti codificati che caratterizzano tratti comuni a grossi gruppi di persone, folle, strati sociali, generi.

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Recensione – Psicologia delle folle

Interessante libro che sicuramente è d’aiuto nella comprensione delle dinamiche del comportamento delle folle. E’ datato ed opinabile in alcuni punti, profetico in altri, noioso in altri ancora. Il principale difetto è che l’approccio pedagogico/didascalico trascende fino alla eccessiva ripetizione. Colpisce quanto cose così semplici vengano semplicemente ignorate dal pubblico (o, al contrario, gli vengono ben coscientemente taciute?). In ogni caso natura non facit saltus e di conseguenza nelle folle moderne c’è molto, anzi moltissimo delle folle della metà del 1800. Particolarmente acute e meritevoli di nota le osservazioni riguardanti la necessità intrinseca di una folla (come di un singolo essere umano) di un punto di riferimento a cui credere, anche negando l’evidenza e deificando il proprio idolo piuttosto che mettere in dubbio la sua perfezione. Una necessità che prima era riassunta dalle religioni e che adesso si è parcellizzata trasformando la tradizionale divinità unica in mille idoli pagani: la tecnologia, Steve Jobs, il capo di un partito. Ma tutto cambia per poi non cambiare davvero, e le logiche rimangono le stesse. E le stesse rimangono anche le speranze che la massa si elevi dall’ignoranza e dalla stoltezza, dalla facile ira e dalla facile ingiustizia: nessuna.

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