Istruzioni per l’uso 2

Tipo psicologico ENFP – Gli ispiratori, i campioni

Funzioni:

  • Dominante: Intuizione estroversa (Ne)
  • Secondaria: Sentimento introverso (Fi)
  • Terziaria: Pensiero estroverso (Te)
  • Repressa: Sensazione introversa (Si)

Descrizione:

Gli ENFP sono pieni di entusiasmo, idealisti, senza riposo, mentalmente aperti, tolleranti ed empatici. Sono il piú versatile tra tutti i tipi psicologici, portati a relazionarsi sia alle persone che alle idee. In quanto estroversi amano l’azione, e in quanto intuitivi amano anche la riflessione. In questo senso, l’ENFP è una sorta di ibrido introverso-estroverso (pur presentandosi, a vedersi, come il piú vulcanico ed esplosivo degli estroversi!)

Gli ENFP cercano la novità: vogliono conoscere nuove persone, nuove idee, nuove possibilità; e si trovano bene sia con forme di apprendimento astratto che di “esperienza”.

Nonostante abbiano il potenziale per avere successo sia nel lavoro che nella crescita personale, gli ENFP generalmente prendono la vita meno seriamente di altri tipi. Vogliono divertirsi e potrebbero non fare troppa attenzione a decidere i mezzi sul come farlo. Piú di ogni altra cosa, infatti, l’ENFP teme la noia e la staticità. Potrebbero persino evitare di dormire per questo, perché “dormire è noioso”.

Le menti ENFP si muovono ad un ritmo frenetico: sono ansiosi e spesso con un ciclo sonno-veglia alterato. Non solo le loro menti cercano nell’ambiente esterno nuove possibilità, ma le generano in continuazione loro stessi. Per questo motivo agli altri queste persone possono sembrare distratte, con comportamenti casuali e voli pindarici. La sindrome del deficit dell’attenzione è diffuso in questo tipo (e nell’ENTP) piú che negli altri.

Sono in grado di leggere istintivamente il linguaggio del corpo e notare discrepanze tra ciò che gli altri dicono e ciò che pensano/provano realmente. Sanno inoltre modulare il proprio atteggiamento, modo di parlare e di muoversi con grande facilità.

Tengono in gran conto l’esperienza personale e sentono di non poter davvero conoscere qualcosa, né sé stessi, se prima non hanno fatto esperienza di un po’ di tutto: conoscere tante culture, posti, cucine, attività… Sotto molti aspetti, le aspirazioni e gli interessi degli ENFP sono praticamente infiniti. Questo può portare all’esaurimento le persone attorno a loro che vorrebbero un po’ di tranquillità.

Sono tra i meno giudicanti e i piú inclusivi di tutti i tipi: come gli INFP, sono i campioni e difensori della diversità e del multiculturalismo. La loro intuizione gli permette di vedere le cose in modo differente e il loro sentimento ad apprezzarle con l’empatia.

Sono inoltre conoscitori e praticanti delle arti. Sono portati comunemente in vari campi artistici, dalla musica alla recitazione alla fotografia. Quelli che sono anche abbastanza intellettualmente portati possono essere grandi scrittori. Molti giornalisti sono ENFP, combinando sia la voglia di viaggiare che quella della creazione artistica.

Gli ENFP sono portati anche per il counseling e la vocazione religiosa. Amano vedere e coltivare il potenziale nelle persone. Alcuni ENFP si accontentano di lavorare con le idee, ma la maggior parte combina questo con l’azione e l’avventura: diventano quindi missionari, guide turistiche o diplomatici. Altri possono entrare in politica.

Intuizione estroversa (Ne)

Il modo in cui si esprime verbalmente è, semplicemente, tramite il brainstorming. Quando parlano, non sempre gli ENFP hanno “un punto”, ma saltano da un’idea all’altra. Spesso il punto è trovare una conclusione, sí, ma prima devono avere esplorato tutte le opzioni tramite l’intuizione. Mentre agli altri questo suona arbitrario e azzardato, l’ENFP ne comprende il valore. È come se esplorando tutti i possibili percorsi, la verità debba per forza essere tra questi e rivelarsi, e provare non costa nulla, quindi questo è considerato un buon metodo.

Questa intuizione, al contrario di quella introversa, ha un carattere divergente, esplosivo: alla fine del discorso ci saranno piú opzioni e soluzioni anziché una risposta definitiva. Fa notare le possibilità insite nelle situazioni anziché il loro presentarsi statico.

Questa funzione parte dalle sensazioni suscitate dall’esterno, ma non aspira a quella fisiologicamente piú forte bensí ad un’altra qualsiasi di importanza minore il cui valore viene accresciuto dalla persona.

L’intuitivo mira a cogliere il maggior numero di possibilità: ogni situazione stabile diventa in pochissimo tempo una prigione, una catena opprimente che richiede una soluzione. L’intuitivo non si trova dove ci sono valori solidi e riconosciuti ma dove ci sono situazioni in corso di sviluppo e promettenti.

Individua nuovi oggetti e nuove vie con grande impegno ed entusiasmo, per poi abbandonarli con la massima indifferenza e apparentemente cancellandoli dalla mente appena ne ha constatata l’importanza e non offrono piú possibilità nuove.

Quando c’è qualcosa che offre possibilità, invece, l’intuitivo vi si ancora con tutte le sue forze e ha l’impressione di avere raggiunto il punto cruciale della sua vita, di non poter piú pensare e sentire nient’altro.

Si rivolge a mestieri o professioni in cui può sviluppare le proprie capacità nel modo piú multilaterale possibile. Se non è egoista può farsi promotore di ogni genere di imprese. È un difensore naturale delle minoranze promettenti che hanno un futuro. Sa infondere nel prossimo coraggio ed entusiasmo per una nuova causa, anche se egli stesso la abbandonerà dopo non molto. Non lo fa perché intende plagiare, ma perché lo incalza una forza a cui non riesce ad opporsi.

Permette di improvvisare, essere intraprendenti, tentare di mettere insieme cose apparentemente diverse. Ama i giochi di parole specie brillanti. Non sopporta di tenere nascosto qualcosa, deve spiegare, raccontare, coinvolgere.

Questo tipo tende ad essere un dispersivo che semina semina per passare ad altro e far raccogliere ad altre persone; ciò può portare alla frustrante consapevolezza di non arrivare mai ad un qualcosa di stabile nella propria vita.

Sono irresistibilmente attratti dal pettegolezzo e dal raccontare e imbastire storie interessanti.

Molti hanno desideri del tipo di avventurarsi per una città nuova immaginando di incontrare l’amore della propria vita. Nell’arte hanno spesso il desiderio di entrare in un processo creativo in cui non si sa esattamente cosa salterà fuori dal proprio lavoro. Alcuni potrebbero desiderare uno stile di vita alternativo, quasi da hippie, e parecchi ENFP sono vegetariani.

Sentimento introverso (Fi)

Questo tipo di sentimento fa sviluppare all’ENFP una visione del mondo personalizzata e indipendente dalle convenzioni sociali, che serve come base per prendere decisioni e per capire sé stessi e gli altri. Queste persone hanno un sistema di valori molto forte che viene costruito nel corso degli anni: vi entrano le cose positive e quelle negative e rendono possibili i giudizi.

Dà un grande desiderio di autenticità ed unicità e ad apprezzare l’individualità. Gli ENFP inoltre sembrano essere sempre sorridenti. Essendo diretto all’interno, l’ENFP sa come gestire bene la sua emotività. Alcuni di questi per varie ragioni possono cominciare a comportarsi come attori anche nella vita reale e a imbastire storie interessanti – ma false – per il gusto di farlo.

Pensiero estroverso (Te)

Questa funzione si sviluppa solo dopo l’adolescenza e permette agli ENFP di esprimere e difendere le loro posizioni in situazioni conflittuali o di attrito, o in generale esprimersi in modo piú conciso e preciso. Proprio per il fatto che si sviluppa solamente successivamente, in un primo momento gli ENFP potrebbero decidere di “reprimersi” piuttosto che esprimere sé stessi con persone cui tengono molto e/o che la pensano diversamente su temi molto importanti, e potrebbero covare del risentimento in questo modo.

Ad esempio se si sentono offesi o indispettiti da qualche amico, potrebbero iniziare a rispondere una volta sí e due no anziché dire chiaramente in faccia le cose come stanno, cercando delle scuse o cambiando argomento, perché non hanno la forza di confrontarsi in questo modo. È comunque un problema non troppo grave perché il pensiero estroverso inizia a svilupparsi abbastanza presto.

Gli ENFP impareranno cosí ad esprimersi direttamente e onestamente e a mettere ordine nella loro vita. Potranno superare la paura del conflitto e della disarmonia e raggiungere un’intimità con gli altri piú reale. Troveranno un senso di forza e sicurezza sviluppando questo pensiero.

Sensazione introversa (Si)

Questa è la funzione repressa; ogni tipo ne ha una ed è la fonte di gran parte dei problemi e i conflitti che la persona dovrà affrontare nel corso della vita. Questa funzione è arcaica e sviluppata in modo infantile.

La sensazione introversa si oppone all’intuizione estroversa; l’ENFP consciamente è interessato alle nuove idee, alle possibilità, all’apertura, alla creatività, alla globalità; inconsciamente, però, c’è la funzione delle tradizioni, della sicurezza, della routine, la metodicità, i dettagli. Questo porta ad alcuni problemi, come:

Passato vs Futuro; Convenzionale vs Anticonvenzionale

Nonostante potrebbero faticare ad ammetterlo, gli ENFP sono attirati dalle tradizioni o da certi rituali familiari o religiosi (dipende da ciò che hanno vissuto), spesso per ragioni sentimentali. Dall’altro lato vorrebbero essere aperti e ribellarsi a certe tradizioni, portando ad un conflitto che deve essere armonizzato.

Inoltre desiderano uno stile di vita anticonvenzionale, spesso mettendo in questione anche la possibilità di sposarsi e di avere figli, o di avere un lavoro stabile perché vorrebbero qualcosa di più creativo e originale; il punto è che in realtà desiderano anche avere una vita convenzionale, ma non si possono vivere entrambe. La vita è una sola, e non si può avere tutto: alcune scelte ne escludono categoricamente altre, verità questa soffocante per l’ENFP, che deve imparare a capire cosa vuole e perseguirlo in modo coerente e serio sacrificando parte dei suoi desideri.

Astratto/Metafisico vs Concreto/Fisico

Gli ENFP hanno spesso scarsa confidenza con le sensazioni interne del loro corpo, il che li porta spesso ad avere sintomi psicosomatici.

Ma, soprattutto, gli ENFP faticano a tenere conto di tutti i dettagli concreti della vita quotidiana: potrebbero dimenticare di pagare la bolletta, arrivare in ritardo, dimenticarsi di mangiare, etc. Alcuni ENFP dopo essersi accorti di questo cadono nell’estremo opposto diventando ossessionati con la puntualità o sottoponendosi a regimi di dieta severissimi – finché dura.

È comune negli ENFP dire o scrivere cose che sembrano vere, che suonano interessanti ma che se solo si fossero esaminate più approfonditamente si sarebbero rivelate essere idee superficiali e false. Gli ENFP devono imparare ad approfondire di più anziché perdersi in mille cose diverse, per evitare risultati tragicomici!

Scrittura, creare e apprezzare arte, suonare strumenti musicali, socializzare, ascoltare musica, teatro, leggere fiction.

Hobbies tipici
Scrittura, creare e apprezzare arte, suonare strumenti musicali, socializzare, ascoltare musica, teatro, leggere fiction.

Lavori tipici

Attore, musicista, ballerino, artista, fotografo, psicologo, counselor, coach, psichiatra, logopedista, specialista nelle pubbliche relazioni, risorse umane, allenatore, coordinatore di eventi.

Disturbi psicologici più probabili

Istrionico, Narcisista, Ipomaniaco, Borderline.

Curiosità

  • Nei test di personalità, emergono tratti come: entusiasta, socievole, spontaneo, aperto al cambiamento, impulsivo, energico, comprensivo.
  • Tra i tipi piú in grado di gestire lo stress.
  • Le donne ENFP sono meno inclini a soffrire di disturbi cardiaci.
  • I maschi ENFP sono meno inclini a soffrire di dolore cronico.
  • Tra i tipi che piú facilmente hanno problemi a scuola.
  • I valori personali includono la famiglia, l’amicizia, la creatività, l’apprendimento e il servizio per la comunità.
  • Trovati comunemente in carriere di counseling, insegnamento, religione e arte.

I bimbi ENFP

  • sono Molto, molto, molto frenetici!
  • Molto creativi e ricchi di immaginazione
  • Cercheranno di parlare ed esprimersi molto presto
  • Molto sintonizzati sui sentimenti dei genitori
  • Possono esaurire le energie degli altri, parlando urlando e volendo fare varie attività… la soluzione è il tempo e la maturità
  • La scuola è un buon luogo per la loro immaginazione
  • Vedono del potenziale in qualunque cosa
  • Molto bravi a iniziare le cose, un po’ meno a portarle a termine!
  • Cercheranno di aiutare gli amici a risolvere i loro problemi
  • Molto giocherelloni, intraprendenti, ma hanno una soglia dell’attenzione molto bassa
  • Molto individualisti
  • Pensano ad alta voce

 

La tecnica e la debolezza umana

“(…) Se fosse vivo oggi sospetto che Ellul avrebbe definito il microchip “tecnica distillata” ed avrebbe dichiarato che l’inserimento di chip in ogni cosa ed in ogni luogo rappresenta il trionfo finale e concreto della tecnica su tutti i valori umani che non possono venire misurati, ordinati e meccanizzati. Il problema che turberebbe di più Ellul non sarebbe la tecnica in sè, ma la storica incapacità umana di proteggere i valori importanti dell’esistenza dall’inesorabile quantificazione, meccanizzazione e digitalizzazione di ogni cosa, inclusi i codici primari della vita ed i processi dell’evoluzione biologica, la biochimica del pensiero e delle emozioni e la creazione di forme di vita artificiale totalmente estranee al regno della carne. La tecnica ha consentito agli uomini di raggiungere un potere che, solo qualche generazione fa, attribuivamo agli dei. Il problema è sapere se siamo abbastanza saggi da usare i nostri poderosi strumenti senza amputare qualcosa di vitale.”

– da “Smart mobs

Tutto è relativo.

Anche i problemi lo sono.
Fino a sei mesi fa avevo una vita felice. Eppure la ritenevo piatta e monotona.
Fino a sei mesi fa non sapevo cosa fosse il dolore anche se pensavo di averlo provato già chissà quante volte.
Fino a sei mesi fa potevo permettermi di stare male per un esame andato male, per il lavoro, per un litigio, per le fisime più assurde che mi passavano un giorno dopo l'altro per la testa.
Fino a sei mesi fa mi riempivo la bocca di  "Che vita di merda", e di "Non ce la faccio più".
Povera stupida ingenua. Nemmeno lo sapevi sei mesi fa cosa fosse davvero la merda e cosa fosse davvero il "non farcela più."
Già. Fino a sei mesi fa.
Poi quel maledettissimo giorno tutto è cambiato e una forza arrivata non so nemmeno da dove mi ha spedita direttamente all'inferno.
All'inferno vissuto su questa terra giorno dopo giorno.
Ad un inferno di persone che non ci sono e che mancano terribilmente.
Ad un inferno di persone nei cui occhi leggi il dolore e la sofferenza più profondi.
Ad un inferno di speranze disilluse.
Ad un inferno vissuto da tre paia di occhi azzurri e limpidi che non si meritano tutto questo. Che non si meritano di andare via troppo presto e che non si meritano di veder andare via troppo presto.
Ad un inferno di incubi.
Ad un inferno di emozioni, parole, sensazioni, ansie, paure, dolori fisici ma sopratutto di dolori e nemici dentro la tua testa.
Fino a sei mesi fa.
Fino sei mesi fa avevo una vita mia. Ora vivo la vita degli altri. Una vita per sostenere una madre, una famiglia (o quello che ne rimane),dei nipotini…
E gli unici momenti in cui mi ricordo di occuparmi di me stessa è quando la mia testa non ce la fa più e dopo avermi chiesto numerose tregue senza che nessuno le prestasse ascolto mi fa ricordare che anch'io ho un corpo, che anch'io ho bisogno di essere curata, accudita da qualcuno e consolata. Che ho bisogno anch'io di sorrisi, di abbracci, di forza, di amore e di qualcuno che si prenda cura di me.
Io. Che mi metto in testa di essere forte per tutti, ma non per me stessa. Che metto da parte me stessa per vedere star bene gli altri.
Forse dovrei ringraziarla questa maledetta ansia che non passa. E' l'unica che si accorge di me e di tutto il male che mi sto facendo.
Perchè fino a sei mesi fa era tutto diverso, fino a sei mesi fa avevo un padre.
Fino a sei mesi fa avevo un fratello sano, bello e forte come una roccia.
Fino a sei mesi fa forse non conoscevo la vita.
Vorrei tanto poter tornare ad illudermi che il dolore sia stare male per un esame andato male, per il lavoro, per un litigio o per le fisime più assurde che passano per la testa.
E vorrei tanto dimenticare la sofferenza. Quella vera.
E riprendere in mano la mia vita che da sei mesi ho dimenticato su un tavolo della cucina del piano di sotto.