Io a differenza di molti non ho alcun problema con i walking simulator.
Penso che il medium videoludico serva principalmente a comunicare storie ed emozioni.
Ritengo che debba essere a discrezione di chi crea questo tipo di arte il modo in cui ciò avviene.
E’ scontato che ognuno, ad opera finita, possa esprimere i propri gusti personali sulla riuscita del caso singolo; ciò però non inficia in alcun modo la validità e la appropriatezza del mezzo in sè come metodo espressivo.
Qui vediamo un esponente del genere con la grafica artistica ricca e molto piacevole di un Sea of Thieves coniugato con un Firewatch.
A quanto si desume dal trailer la trama ricorda lontanamente Abzu nelle sue componenti esplorative. Il gameplay mi ricorda invece Subnautica come visuale in prima persona.
Non è molto difficile intuire come la trama si fondi su una coppia divisa dal mare (un marinaio civile, un soldato di marina?) di cui il marito è disperso. La moglie persiste nel cercare, non avendo perso le speranze. Ed a giudicare dalla conclusione del trailer, probabilmente ha ragione.
Potete trovare il gioco su Steam e su Xbox.