Stavolta di cosa parlerà male questa pacifica rubrica che è un cannone puntato verso le peggiori degenerazioni dello streaming e del mondo dei videogiochi moderno?

Parliamo dei nickname degli streamers.
Tutti sanno cosa sono le prime lettere (tutte maiuscole) nel nickname di un giocatore: il clan a cui appartiene.
E’ un blasone, un marchio di riconoscimento che ti conferisce prestigio, perlomeno tanto quanto ne ha la fama del tuo clan.
Ed invece improvvisamente ti succede qualcosa di strano: sei nel bel mezzo di una partita quando realizzi che è la terza o la quarta di fila che incontri gente con il nickname che inizia con TTV.

Ti chiedi se improvvisamente hai avuto il dono di imbroccare una serie di strane e casuali coincidenze.
Ti chiedi se tale serie di fortunate coincidenze potrebbe essere un indizio sulla possibilità di avere successo giocando la schedina.
Ed invece poi realizzi che questa oscura sigla non nasconde altro che Twitch.

Si , il personaggio in questione è un videogiocatore ed uno streamer, e per qualche oscuro motivo ritiene di dover segnalare questa sua occupazione.

Ora, essendo uno streamer anch’io, vi rivelerò la falsa varità e lo sporco segreto.

La falsa verità: è un modo per avvisare gli altri giocatori che la persona che gioca con loro è uno streamer in modo tale che esprimano il loro assenso o dissenso a fare parte di una trasmissione online.

Lo sporco segreto: è un sistema per avere un boost alla propria autostima e fare finta che qualcuno ti consideri davvero.

Mi spiego meglio: nessun giocatore di golf mette il simbolo del PGA Golf Tour sul suo biglietto da visita se non vi ha partecipato.
Questo perchè un atto simile farebbe pensare che lo abbia fatto, e ciò creerebbe delle aspettative troppo alte per lui. Di conseguenza un finto motivo di vanto lo porrebbe in una situazione difficile.

Annunciare di essere uno streamer non è niente di diverso. Chi lo fa dovrebbe essere uno streamer affermato e si presuppone che lo faccia a buona ragione.
Un wannabe famous che ha solo sè stesso come spettatore è solo un patetico trombone.

Invece siccome nel mondo dei videogiochi l’attention span è pari a quello di un criceto, lo streamer malevolo utilizza il suo nickname come patetico tentativo di attirare il giocatore che è capitato in squadra assieme a lui nel suo canale, dove si scorderà di quanto ha fatto schifo lo streamer in partita nel giro di due secondi e magari lascerà pure un follow.
L’altro fine recondito è usare l’ambizione altrui alla fama per attirarlo sul proprio canale.

E’ chiaro infatti che a nessuno davvero interessa uno streamer se non un campione al gioco in cui sta giocando.
L’unica altra attrattiva è invece che la persona sia interessata alla propria presenza sul canale dello streamer.
Ma per verificarla dovrà appunto andare sul canale dello streamer per la fugace soddisfazione di potersi clippare in una trasmissione (con due spettatori) al fine di mostrarla agli amici.
Il tutto ovviamente condito da esagerazioni sia sulla propria performance che su quella di chi lo ospita.

A quel punto, il connubio fra “ospite” e streamer sarà consolidato. Sarà interesse dello spettatore restare e convincere altri che lo streamer che gli ha dato spazio è un gran figo e ha un sacco di spettatori. E che dall’alto della sua capacità, intelligenza e fama ha scelto proprio lui, l’ospite, per accompagnarlo all’avventura come Robin con Batman.

Questo è il meccanismo che lo streamer ha in mente dall’inizio, specialmente se è di basso livello. E da fondo ai propri bassi istinti per sfruttare al meglio i bassi istinti altrui.

Quindi la prossima volta che vedete un giocatore con TTV, TV o Twitch come parte del nickname chiedetevi se volete far parte della macchina perversa o se sarebbe meglio preferire chi cerca di essere famoso a chi finge di esserlo già.