Sapete perchè adoro Techland? Li adoro perchè fanno bene ed onestamente quello che fanno, un pò come Cd Project Red.

In un mercato videoludico già sovraccarico di giochi di zombie, creano un videogioco di zombie fatto bene. Con stile, complessità, classe, passione. Poi lo arricchiscono e lo mantengono bene, lo patchano. Fanno uscire DLC che non sono cash grab ma vere espansioni. Si chiama Dying light, e continua a contenere grafica e contenutistica molto avanzate e ricche rispetto alla media dei giochi dello stesso genere (e non solo quelli datati ma anche quelli nuovi).

Ecco che Techland annuncia un nuovo gioco ambientato nello stesso universo, seguendo una logica survival competitiva.

E quando si parla di competizione e survival al giorno d’oggi si può parlare solo di Battle Royale ovviamente, giusto?

E invece no. Al posto della trita e ritrita formula Dying Light Bad Blood ci introduce ad una logica diversa dove in un team di sei persone a vincere il posto nell’elicottero di evacuazione sarà il giocatore (vivo) che ha raccolto più “sangue” dagli zombie uccisi. Più sono pericolosi gli zombie uccisi,  maggiore è la quantità di sangue raccolta da essi.

C’è quindi una parte di raccolta risorse e di pianificazione in base alle armi a disposizione invece che uno sterile spara spara dei titoli che ben conosciamo. Inoltre la necessità di battere zombie di alto livello può spingere per necessità ad alleanze temporanee e quindi dinamiche diverse dal perpetuo 1v1 di tutti gli altri titoli del genere (un’altra eccezione sfortunatamente caduta in disgrazia è SOS)

Inoltre ancora una volta fa parte integrante del gioco il parkour, meccanica che ha dimostrato di saper fare la differenza e che rimane unica nella sua esecuzione, glorificata da un motore grafico di tutto rispetto.

E’ inutile dire che sono ansioso di vedere cosa questo titolo può fare e quanto il pubblico riuscirà a cogliere la differenza fra sterile copia di una formula popolare ed innovazione sul tema.