Questa è l’era delle apparenze, l’era della facciata che non corrisponde alla realtà.
Chiunque abbia un minimo di esperienza ne è ben cosciente e, indipendentemente dal fatto che se ne dispaccia o meno, riconosce che sia un dato di fatto inconfutabile.

Si potrebbe dibattere a lungo sul ruolo dei siti di social networking in questo scenario; sono origini e concause o conseguenze e manifestazioni di questo nuovo “approccio al reale” in cui la sostanza appare sempre più secondaria ed accessoria rispetto all’estetica della maschera?

Difficile dare una riposta netta. Probabilmente addirittura impossibile da parte di chi, come noi, nel reale è ancora invischiato.
E’ innegabile che Facebook (per esempio) abbia già una discreta età; tuttavia probabilmente una sinossi obbiettiva sarà appannaggio di una o due generazioni dopo la mia.

Questo però non deve scoraggiarci dal viverla, questa realtà, e giudicarla in base alle nostre capacità.
E’ sulla base di questa ultima considerazione e del fatto di aver visto la nascita e l’evoluzione di tali siti che penso di avere gli elementi per scrivere questa quinta voce nella lista delle deviazioni della streaming generation.

I siti di social networking sono stati creati per condividere contenuti interessanti con amici o gruppi di persone potenzialmente interessate a tali contenuti, bypassando le lungaggini e la necessità di usare a questo scopo altri strumenti come mail, messaggi Whatsapp etc.

Oggi però la realtà supera le intenzioni originarie, cioè che ognuno utilizzasse i contenuti (presumibilmente intelligenti) condivisi dagli altri per aumentare le proprie conoscenze.
Quasi tutte le persone ora usano i social networks per farsi i fatti altrui o condividere contenuti assolutamente privi di alcuna sostanza, ed alcuni invece lo fanno esclusivamente per pubblicizzare sè stessi o le proprie iniziative.
Delle prime due derive ho un’opinione personale altamente critica, necessariamente abbinata però ad una presa di coscienza della generale degenerazione della qualità e del livello intellettuale dell’umano medio.
Dell’ultima penso che non sia un male in sè o qualcosa di aprioristicamente sbagliato, ma che il modo in cui lo si fa sia molto importante.

Agire in modo aggressivo e predatorio non va eticamente bene ed è, secondo la mia personale opionione, meritevole di condanna.

Parliamo ora di Twitter e del comportamento che la gente tiene su questa piattaforma.
Io ho un social media manager software per vari motivi:

  • per poter programmare in anticipo i post sui social
  • per poter avere delle analitiche in base alle quali capire quanto i miei contenuti piacciono (e poi fregarmene e continuare a farli come a solito egualmente 🙂 )

Mi è quindi facile verificare chi fa cosa ed è difficile che un trend mi sfugga.

Ebbene, che sia “manuale” o automatizzato tramite bot, ecco cosa sta succedendo ultimamente: persone presumibilmente interessate ai miei contenuti mi “seguono”.

Io controllo i loro contenuti e, se ritengo che essi siano interessanti, li seguo a mia volta. Se invece ritengo che siano cose inutili e che non mi tengono informato o non mi interessano non li aggiungo.

Ora, il mio Twitter è sia personale che “professionale”.
Nel senso che lo uso per rappresentare la mia persona online ma è il modo attraverso cui fruisco il social network.
Insomma per farla breve non ho creato un secondo account apposta per lo streamer / il creatore di contenuti, l’account è quello che ho avuto da tempo immemore.

Quindi mi comporto come summenzionato perchè non ho il fine primario di aumentare l’audience a tutti i costi. Altrimenti appena qualcuno mi “segue” ricambierei subito.

Ebbene, ho notato che qualcuno di chi mi “segue” dopo una certa quantità di tempo toglie il follow.
Tutto normale se il caso di turno fosse una persona che pensava postassi contenuti interessanti e si è accorta che non è così.
Oppure qualcuno che ha cambiato idea.
Oppure qualcuno che ha visto un tweet da parte mia su un argomento ma si è accorto che era estemporaneo e non era uno dei miei argomenti abituali.

Ma non è così, perchè ho notato che:

  • è un comportamento ricorrente da parte di molte persone
  • sono prevalentemente streamers
  • il tempo fra il follow e l’ unfollow è preciso, anche se variabile. Si tratta di qualche giorno.

Cosa stanno quindi facendo? Semplice: fingono di seguirti aspettandosi che tu li segua a tua volta e poi ritirano il follow se non lo fai. Come se il seguirsi reciprocamente fosse una specie di moneta di scambio data per scontata, indipendentemente dalla qualità dei contenuti proposti.
Che per un creatore di contenuti dovrebbe essere il focus dello sforzo, a differenza del marketing.

E allora da creatore di contenuti a creatore di contenuti, ve lo dico chiaramente: fate schifo.

Avete creato una “carriera” sulla base di qualcosa che vi piace fare ed il principale impulso alla base del vostro operato dovrebbe essere quella passione originale.
La stessa che vi ha ispirato dall’inizio e che guida me nelle mie spese a fondo perduto in un hobby.
Spese economiche e del tempo a latere rispetto ad un lavoro faticoso, stressante e mentalmente impegnativo.

Rispettate gli spettatori, rispettate me, e fate il vostro lavoro con coscienza.

Joliet Jake