Sul mondo dell’editoria digitale in campo videoludico avrei molto da dire, ma probabilmente lo farò in un altro articolo (sempre che, alla data di uscita di questo, non lo abbia già fatto…).

Per questa rubrica di sfogo, mi limito ad attirare la vostra attenzione su un articolo: QUESTO.

Si lo so, sono malvagio e me la prendo con la gente (in questo caso le pubblicazioni).
Ci tengo a precisare che l’esempio in questione non ha niente a che fare con una mia avversione particolare a Kotaku, che non disprezzo particolarmente (nè apprezzo particolarmente).
Il punto è che quell’articolo è proprio l’esempio di ciò che odio di più dei magazines videoludici della streaming generation: la mancanza di contenuti VERI.

L’editoria videoludica digitale moderna si basa sugli annunci pubblicitari, che si posizionano sugli articoli. Ciò implica che si debbano creare più articoli possibile.

Questo comporta che la redazione o la sezione finanziaria del magazine premano sugli autori perchè ne compongano tanti a qualsiasi costo.
La ripercussione di ciò sono articoli:

  • incompleti e/o
  • non debitamente ricercati e/o
  • approssimativi e/o
  • eccessivamente generici e/o
  • senza contenuto informativo e/o
  • … semplicemente brutti

Lo sforzo elaborativo alla base dell’articolo di Kotaku è consistito in questo:

  1. scrivere una generica introduzione al gioco Mount & Blade II: Bannerlord di un centinaio di parole (tempo di elaborazione: 15 minuti)
  2. andare nella sezione dei commenti del gioco su Steam, guardare i più simpatici / significativi e riportarli pedissequamente, tramite screenshot. Senza commento.

Revisione dei commenti del gioco che chiunque potrebbe fare in una manciata di secondi.

Questo è esattamente il tipo di articolo che mi ha portato a rivolgermi a testate indipendenti e poco famose come Nerdpool e il Bosone o a creatori di contenuti come AngryJoe.

Mi chiedo sinceramente che capacità giornalistiche siano richieste dalla redazione di Kotaku se questo è l’articolo scritto da un senior editor.

Caro mondo dei videogiochi, basta ciarpame e immondizia. Anche se lo spazio nel magazine, essendo su Internet, è infinito.
Fate contenuto di qualità e fatelo pagare, oppure non fatelo e fallite, come è giusto che faccia chiunque non si cura del proprio prodotto.