Ed eccoci qui.

In 38 anni cosa ho imparato? Sinceramente, molto.
Ma sento di aver imparato molto poco rispetto a quanto avrei potuto.

La verità è che la vita scorre via veloce e devi capire come funziona il prima possibile. E’ una necessità assoluta.
Lo è perchè capire la vita ti permette di viverla bene e viverla bene ti permette l’unica cosa che conta: essere felice.
Capire prima significa, di fatto, essere felice prima.
Capire come funziona la realtà, cosa è importante, chi sei, cosa vuoi davvero.

Ci sono arrivato tardi, ma ci sono arrivato.

Nell’arco di questi anni sono passato dall’assoluto al relativo in molte cose: idee, aspirazioni, desideri, pretese.
Non è un fallimento o un arrendermi, è un segno di maturità e comprensione delle meccaniche generali.
La flessibilità è una dote che ho imparato ad applicare ed apprezzare.
La comprensione e l’umanità le ho considerate ancora di più di quanto facessi prima.
Ho compreso l’importanza fondamentale della maturità e della sensibilità, come chiavi per vedere il mondo e trovare un modo migliore di approcciarlo. E parlo di un modo migliore “personalizzato” per ciascuno di noi.
Ho capito quanto sia importante perdonarsi per i propri limiti , per i propri errori e per non essere quello che si vorrebbe tanto essere. E ad amarmi per come sono.
Ho capito quanto è importante la condivisione, ma anche la necessità assoluta di saper stare da soli.

In un mondo sempre più ignorante, crasso e bestiale, ho capito che capire parte dal sapere e sapere parte da ME.
E che se non so e non cerco di sapere, pur sapendo di non sapere, non sono me stesso,e non sono nessuno.
Ma soprattutto non sono chi voglio essere.

Riuscirò a sfruttare tutto questo nei prossimi anni di vita?
Me lo posso solo augurare.

Ci vediamo sui campi di battaglia, online e in real life.

– Joliet Jake