La pubblicità, si sa, deve invogliare il cliente a comprare il prodotto.

Come lo fa? Attraverso varie tecniche, ma segue fondamentalmente due direttrici.
Deve dimostrare come il prodotto:

  • sia straordinario, il migliore nel suo campo
  • sia stato studiato con piena cognizione di causa delle funzioni che tale strumento dovrebbe espletare per soddisfare l’utente finale.

Quindi, di riflesso, guardando la pubblicità possiamo constatare cosa la società vuole. O perlomeno cosa una ditta commerciale proietta sulla società in base ai propri interessi, basandosi però su tematiche preesistenti e trend consolidati.

Questa base solida è assolutamente fondamentale affinchè il claim non venga percepito come irrealistico perchè non basato su premesse socio-culturali attuali.

E su questo mio substrato di ragionamento pregresso sul tema, ecco innestarsi l’accidente: mi capita di vedere come pubblicità su YouTube lo spot che vedete in cima all’articolo.

In 59 secondi si parla di solo una cosa: la fotocamera.
Come se fosse la pubblicità di una fotocamera ed un device col fine di effettuare chiamate (in primis) e mille altre cose attraverso l’uso delle applicazioni (in secundis), fosse una fotocamera.
Si mostra il cellulare-fotocamera e si mostra l’appeal di questa funzionalità.

Cioè l’uso più probabile che se ne farà, per apparire realistici. Fare foto ultra definite per un album dei ricordi da condividere con la famiglia?
Ma ovviamente no. L’unico fine è apparire fighi nella foto da inviare trmite social network agli altri per avere smiles , cuori e likes.

Efficienza e durata della batteria, ed altri vantaggi del cellulare non sono nemmeno toccati, perchè irrilevanti.

Questa è la società in cui ci troviamo. E per capirne il degrado bastano 59 secondi.