Cosa so di questo gioco? Poco.

Cosa ho visto del gameplay di questo gioco? Assolutamente niente.

Cosa mi spinge a parlarne in questa rubrica? Le premesse.

Questo gioco è in corso di sviluppo da parte di Ninja Theory, uno studio che ha più volte in passato dimostrato di essere in grado di svluppare giochi di alto livello.

Alla professionalità in un campo si aggiunge la professionalità in un altro: lo sviluppo del gioco si avvale della collaborazione di esperti nel campo della psicologia.

Il professor Paul Fletcher dell’Università di Cambridge collabora al progetto con lo scopo di evidenziare nell’esperienza (e probabilmente creare nello spettatore) quel tipo di sensazioni create dal parto della propria mente.

Un terrore, cioè, psicologico; molto poco basato su fatti o manifestazioni reali.

Il preciso scopo è quello di creare il più spaventoso prodotto possibile in base alle attuali conoscenze scientifiche.

Questa premessa è molto intrigante e fonte di curiosità, data la mia particolare predilezione per gli horror psicologici come l’opera di H.P. Lovecraft.
Penso oltretutto che tanto, troppo ultimamente realizzato nel mondo videoludico sia stato basato su meccanismi arcaici e basici come l’utilizzo dello stratagemma del jump scare.

Se vogliamo essere stimati come mezzo di comunicazione dobbiamo evolvere nella qualità e nel modo in cui comunichiamo i contenuti.

Mi rincuora il fatto che non ci siano state restrizioni sul budget di sviluppo; ciò mi permette di pensare che il fattore spavento non verrà deturpato o limitato dalla necessità implementativa contingente di basso livello (e budget).

Tutte buone impressioni confermate dal fatto che trovo il trailer molto inquietante!