Avrete già sicuramente letto e sentito di ciò che ha fatto Blizzard con l’operazione Warcraft 3 Reforged (in tutta la sua feroce realtà).

Se siete su questo blog siete persone che vogliono scambiare opinioni sul mondo dei videogames, e di solito lo scambio opinioni parte da un interlocutore informato.

Ecco perchè presumerò la vostra informazione e non ripeterò le cose che sono di dominio pubblico.

Mi risparmierò anche di commentare singolarmente ognuna di queste piccole nefandezze, sapientemente raggruppate in un ammasso di escrementi digitali e morali.

Tale ammasso si potrebbe riassumere piuttosto in capoversi:

  • Promesse mancate (migliorie non implementate)
  • Downgrade del prodotto (rimozione di features)
  • Bugs
  • Materiale visivo promozionale non rispondente al prodotto
  • Privazione degli utenti delle libertà di vivere il prodotto perlomeno come il titolo precedente (region locking etc.)
  • Privazione dei giocatori del titolo classico della possibilità di giocarlo separatamente dal nuovo sistema
  • Vincoli legali rasenti lo strozzinaggio sul contenuto originato dagli utenti per il prodotto
  • Rifiuto di rimborsare il prodotto
  • Ban di utenti dal forum ufficiale per aver aiutato altri a richiedere il rimborso.

Di fronte al numero di elementi di questa lista, a loro volta capoversi di una molteplicità di questioni più minute, penso sia meschino e accessorio insistere ed accanirsi sulla numerosità di queste ultime.

Il riassunto semplicissimo è che un titolo è stato buttato fuori dalla porta in stato chiaramente incompleto e con features di primaria importanza mancanti, con l’intenzione di gestire poi tutti questi problemi, se mai, lungo la strada.
Tanto una volta ottenuti i soldi dall’utente, il tempo per fornirgli un prodotto decente ce lo si prende.
Tutto ciò è palese e inaccettabile.

Oltre a pratiche commerciali ai confini della legalità e palesemente finalizzate al massimo profitto, ci sono elementi che determinano in modo irrevocabile la mia valutazione sulla statura morale ormai gnomica dell’azienda.
E’ più che lampante che lo spirito fondativo di piacere e dedizione verso una modalità di intrattenimento abbia lasciato spazio ad altre priorità e logiche.
Esse inducono però alla mancanza di rispetto verso il cliente.
E ciò non è perdonabile.

Per quanto riguarda me personalmente ho fatto il grosso errore di preordinare il gioco preso dall’entusiasmo dell’annuncio e dai ricordi di un’intera estate passata a giocare la campagna.

Probabilmente è stato l’effetto amarcord a fregarmi.
Parte del problema è stato forse anche pensare di poter recuperare il passato ed un contesto competitivo di Warcraft al quale non ho mai avuto il coraggio di partecipare.
Infine mi sono un pò illuso di poter fare un pò il mecenate, incaricando con il mio denaro Blizzard di diffondere alle generazioni di videogiocatori moderni che hanno giocato solo World of Warcraft una memoria di cos’è Warcraft, da dove viene e di quanto belli possano essere gli RTS.

Ho fatto un grave errore. Tuttavia non chiederò un rimborso, perchè sono pigro e perchè semplicemente è stata colpa mia.
Per nessun motivo, NESSUNO, bisogna preordinare giochi di publisher o case di produzione che hanno un passato o uno storico recente controverso.
E bisognerebbe essere cauti nei preordini in generale.

Detto questo, per quanto abbia amato Blizzard, non ho più intenzione di supportarla.

Questo perchè la amo ancora, e perchè quella che ho davanti so che non è più Blizzard ma Activision-Blizzard.

Perciò non spenderò più denaro per titoli Blizzard, per quanto allettanti possano sembrare.
Questo ovviamente è un punto fermo morale, non è un odio cieco.
Esso non mi impedirà di lodare, se è il caso, la qualità di produzione di un gioco di una casa che ha sempre dato un’estrema quantità di valore ai loro prodotti, almeno fino a Warcraft 3 Reforged.

“E Heroes of The Storm ???” – mi chiederete voi – “Continuerai a giocarlo da incoerente?”
Risposta: certo che si, in linea con ciò che ho appena detto.
Continuare ad apprezzare ciò che Blizzard fa bene non vuol dire non avere una chiara idea del suo punto di evoluzione e di quanto non si meriti più il mio supporto.
Non la considero, perciò, un’incoerenza.
Semplicemente non investirò più nemmeno un euro nel gioco, che del resto è un free-to-play e non mi ostacola per niente nell’applicazione della mia proposizione.

Non so se questo mio comportamento possa essere valutato troppo “leggero”, ma mi sembra che sia un giusto compromesso.