Quando ho visto questo gioco mi ha immediatamente rievocato le vibrazioni positive di Journey.
Questo sia per il nome (eheh), sia per l’ispirazione della grafica, sia per il flusso di movimento nel gioco.

Quello che mi ha colpito di più nella somiglianza è indiscutibilmente l’ultimo fattore, che merita assolutamente un approfondimento.

I due titoli sono simili per come viene gestito il movimento in se e per sè.
Non sto parlando dei devices o dei controlli meccanici attraverso i quali il giocatore “gestisce” il movimento; parlo di fluidità e di velocità del movimento a schermo.

Ma non è finita qui: lo sono anche per come usano il movimento (punto focale dell’attenzione del giocatore) per rinforzare il contesto emozionale del gioco stesso.

Entrambi questi giochi sono molto rilassati e rilassanti, e non è una caratteristica secondaria ma uno scopo specifico dello sviluppatore.
Data la natura del gioco, l’intento degli sviluppatori era che l’interazione del movimento a schermo col tono emotivo del gioco fosse costruttiva, non dissonante.

Come ci sono riusciti?
Entrambi i giochi sono stati capaci di usare un certo environment di gioco (il deserto con una sabbia più o meno scivolosa, un cielo con del vento a favore o contrario) per vincolare il movimento ad una certa forbice all’interno della quale sapevano che l’interazione sarebbe stata accettabile.

Insomma una grande capacità di progettazione videoludica sapientemente nascosta dietro a un gioco apparentemente lineare, con meccaniche immediate e semplici, pulite.

Ecco, questo ritorno alla semplicità concettuale è ciò che mi affascina.
In un periodo videoludico dove si pensa che complicare sia migliorare, o che per evolvere si debba aggiungere, questo gioco è la risposta.

E la cosa che trovo più bella di tutte è che tutta questa semplicità di concept non corrisponde ad una mancanza di senso di sfida per il fruitore. Anzi.

Infatti il sistema di volo è molto realistico e probabilmente in forza di quello la maestria richiesta per pilotare efficacemente è abbastanza elevata.

Ecco un buon modo per distruggere le indebite e frettolose associazioni di chi di questo mondo sa poco fra giochi semplici e rilassanti e un basso livello di abilità richiesta.

Come ciliegina sulla torta gli sviluppatori, che peraltro sono indie (l’unica categoria che nel panorama videoludico moderno si salva ancora), hanno aggiunto una modalità “molto facile” per chi voglia avere la vita un pò più facile.

Devo spendere altre parole o lo comprate anche voi?

Trovate A Glider’s Journey su Steam.